
Il Dipartimento degli Affari Interni australiano ha silenziosamente pubblicato la Direttiva Ministeriale 119, un’istruzione vincolante che riorganizza l’ordine di elaborazione per un’ampia gamma di visti per migrazione qualificata. Firmata dal Ministro dell’Immigrazione Tony Burke il 24 luglio ed entrata in vigore il 25 luglio, la Direttiva sostituisce la precedente Direttiva 105 dell’era COVID ed è il primo cambiamento operativo significativo dalla revisione della Strategia Migratoria del governo di dicembre 2025.
Cosa cambia?
La Direttiva ordina agli operatori di elaborare prima le candidature e le domande di visto presentate da persone fisicamente **in Australia**, rispetto a quelle equivalenti presentate dall’estero. All’interno di questi gruppi in loco, le professioni legate alle forze dell’ordine e alla difesa hanno la priorità assoluta, seguite da ruoli nel settore sanitario, dell’insegnamento e delle costruzioni, in linea con l’agenda governativa per l’offerta abitativa. Le domande offshore per queste professioni prioritarie sono posizionate sotto quelle onshore, mentre tutte le altre domande offshore finiscono in fondo alla lista.
Contesto
La Migrazione Netta dall’Estero (NOM) è salita a 528.000 nell’anno fiscale 2024-25, ben oltre la soglia sostenibile stimata dal Tesoro tra 235.000 e 300.000. Con la pressione politica crescente sui costi abitativi e sulle infrastrutture, il governo Albanese ha promesso di “riequilibrare” la migrazione senza ridurre i posti permanenti per lavoratori qualificati. Dare priorità a chi già contribuisce al mercato del lavoro offre ai ministri uno strumento per rallentare i nuovi arrivi, premiando al contempo i datori di lavoro che hanno formato titolari di visti temporanei. Questa misura si integra anche con il nuovo visto Skills in Demand (sottoclasse 482), che ha sostituito il TSS dal 1° luglio.
Implicazioni pratiche per le imprese
• I datori di lavoro con lavoratori sponsorizzati già presenti in loco (ad esempio titolari di visti ponte o laureati con visto) dovrebbero beneficiare di decisioni molto più rapide, fondamentale per la pianificazione del personale, delle buste paga e la fidelizzazione dei dipendenti.
• Le multinazionali che intendono trasferire talenti dall’estero in Australia devono prepararsi a tempi più lunghi, a meno che il ruolo non rientri in una professione di prima fascia.
• I consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento dei viaggi “visa-run”, con candidati offshore che tenteranno di entrare in Australia con visti turistici prima di presentare domande per visti qualificati; i team di compliance dovrebbero avvertire i dipendenti che questa strategia comporta rischi.
Prossimi passi
Il Dipartimento degli Affari Interni ha iniziato a riassegnare i carichi di lavoro e assicura che le pratiche pendenti saranno riorganizzate automaticamente; gli sponsor non devono presentare nuove domande. Tuttavia, le aziende sono invitate ad aggiornare gli ImmiAccount con eventuali cambiamenti di situazione per evitare ritardi. Dal mese di settembre saranno pubblicati nuovi dashboard con standard di servizio per offrire trasparenza sui tempi medi di elaborazione secondo le nuove priorità.
Per i responsabili della mobilità globale, la Direttiva 119 rappresenta un segnale chiaro: le conversioni onshore sono ora la via più rapida per ottenere la residenza permanente. I pianificatori delle risorse umane dovrebbero rivedere le politiche di mobilità dei talenti, prevedere tempi più lunghi per le assunzioni dall’estero e mappare i ruoli critici rispetto alle liste di professioni sanitarie, educative e delle costruzioni per sfruttare la priorità nell’elaborazione.
Cosa cambia?
La Direttiva ordina agli operatori di elaborare prima le candidature e le domande di visto presentate da persone fisicamente **in Australia**, rispetto a quelle equivalenti presentate dall’estero. All’interno di questi gruppi in loco, le professioni legate alle forze dell’ordine e alla difesa hanno la priorità assoluta, seguite da ruoli nel settore sanitario, dell’insegnamento e delle costruzioni, in linea con l’agenda governativa per l’offerta abitativa. Le domande offshore per queste professioni prioritarie sono posizionate sotto quelle onshore, mentre tutte le altre domande offshore finiscono in fondo alla lista.
Contesto
La Migrazione Netta dall’Estero (NOM) è salita a 528.000 nell’anno fiscale 2024-25, ben oltre la soglia sostenibile stimata dal Tesoro tra 235.000 e 300.000. Con la pressione politica crescente sui costi abitativi e sulle infrastrutture, il governo Albanese ha promesso di “riequilibrare” la migrazione senza ridurre i posti permanenti per lavoratori qualificati. Dare priorità a chi già contribuisce al mercato del lavoro offre ai ministri uno strumento per rallentare i nuovi arrivi, premiando al contempo i datori di lavoro che hanno formato titolari di visti temporanei. Questa misura si integra anche con il nuovo visto Skills in Demand (sottoclasse 482), che ha sostituito il TSS dal 1° luglio.
Implicazioni pratiche per le imprese
• I datori di lavoro con lavoratori sponsorizzati già presenti in loco (ad esempio titolari di visti ponte o laureati con visto) dovrebbero beneficiare di decisioni molto più rapide, fondamentale per la pianificazione del personale, delle buste paga e la fidelizzazione dei dipendenti.
• Le multinazionali che intendono trasferire talenti dall’estero in Australia devono prepararsi a tempi più lunghi, a meno che il ruolo non rientri in una professione di prima fascia.
• I consulenti per l’immigrazione prevedono un aumento dei viaggi “visa-run”, con candidati offshore che tenteranno di entrare in Australia con visti turistici prima di presentare domande per visti qualificati; i team di compliance dovrebbero avvertire i dipendenti che questa strategia comporta rischi.
Prossimi passi
Il Dipartimento degli Affari Interni ha iniziato a riassegnare i carichi di lavoro e assicura che le pratiche pendenti saranno riorganizzate automaticamente; gli sponsor non devono presentare nuove domande. Tuttavia, le aziende sono invitate ad aggiornare gli ImmiAccount con eventuali cambiamenti di situazione per evitare ritardi. Dal mese di settembre saranno pubblicati nuovi dashboard con standard di servizio per offrire trasparenza sui tempi medi di elaborazione secondo le nuove priorità.
Per i responsabili della mobilità globale, la Direttiva 119 rappresenta un segnale chiaro: le conversioni onshore sono ora la via più rapida per ottenere la residenza permanente. I pianificatori delle risorse umane dovrebbero rivedere le politiche di mobilità dei talenti, prevedere tempi più lunghi per le assunzioni dall’estero e mappare i ruoli critici rispetto alle liste di professioni sanitarie, educative e delle costruzioni per sfruttare la priorità nell’elaborazione.
Fonte: Department of Home Affairs
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