
Un rapporto del 15 settembre dell’agenzia specializzata LesMRE rivela che il Belgio è uno dei nove Paesi Schengen che non hanno completato l’implementazione totale dei controlli biometrici del Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE entro la scadenza del 6 settembre. Insieme a Francia, Paesi Bassi e Germania, il Belgio ha richiesto – e ottenuto discretamente – una proroga da Bruxelles per evitare sanzioni, mentre gli aeroporti completano l’installazione dei dispositivi per il riconoscimento delle impronte digitali e facciale. Il ritardo spiega le code sporadiche di tre ore recentemente segnalate all’aeroporto di Bruxelles, dove solo alcune corsie di arrivo sono dotate dei nuovi scanner. La Commissione Europea ha confermato che per ora non saranno avviate procedure di infrazione, concedendo ai ritardatari tempo fino all’inizio del 2027 per raggiungere una copertura totale. Per i programmi di mobilità internazionale, il lancio parziale crea un’esperienza disomogenea: i varchi elettronici belgi funzionano per i cittadini UE, ma i cittadini di Paesi terzi potrebbero dover affrontare controlli manuali se i chioschi biometrici non sono operativi. Le aziende dovrebbero informare i dipendenti non UE di aspettarsi tempi di attesa più lunghi e garantire tempi di scalo sufficienti per i collegamenti via Bruxelles. Anche le compagnie aeree potrebbero dover rivedere i tempi minimi di connessione, aumentando i costi dei viaggi aziendali. La proroga è un sollievo per i team di terra alle prese con carenze di personale, ma prolunga l’incertezza. Al termine del periodo di grazia, i vettori che non registreranno dati precisi sui viaggiatori rischiano multe, e i soggiorni oltre il limite saranno segnalati automaticamente, inasprendo la conformità per i lavoratori di progetti a breve termine. Il ministero dei trasporti belga prevede ora la piena funzionalità dell’EES a Bruxelles e Charleroi per marzo 2027, dopo la stagione invernale di punta. I datori di lavoro dovrebbero monitorare i progressi e valutare punti di ingresso alternativi – come Amsterdam Schiphol o Parigi CDG – per spostamenti di gruppi numerosi fino a quando il flusso biometrico non si stabilizzerà.
Fonte: LesMRE