
Il colosso dei servizi professionali KPMG ha organizzato un webinar in diretta il 18 settembre per illustrare l’impatto pratico della prossima Convenzione sulla Doppia Contribuzione (DCC) tra India e Regno Unito sulle missioni transfrontaliere. La convenzione, concordata in linea di principio insieme ai negoziati per l’Accordo di Libero Scambio UK-India, mira a eliminare i contributi previdenziali doppi per i lavoratori distaccati a breve termine, un problema che attualmente comporta fino al 14% di costi aggiuntivi per i datori di lavoro su entrambi i fronti.
Durante la sessione di un’ora, esperti di KPMG India e KPMG UK hanno confermato che il trattato si applicherà ai dipendenti assegnati per un massimo di 60 mesi, in linea con gli accordi previdenziali India-Germania e India-Francia. Una volta ratificato, i lavoratori indiani che rimangono coperti dalle regole del Fondo Previdenziale per i Dipendenti (EPF) saranno esentati dall’Assicurazione Nazionale del Regno Unito, mentre i distaccati britannici in uscita potranno evitare l’iscrizione all’EPF.
Il panel ha sottolineato i requisiti di conformità: è necessario ottenere un Certificato di Copertura (CoC) prima dell’inizio della missione e i lavoratori devono portare con sé il certificato all’ingresso nel paese ospitante. La mancata osservanza potrebbe comportare contributi retroattivi e sanzioni. KPMG ha consigliato alle multinazionali di allineare le lettere di incarico e le strutture di distacco al trattato per massimizzare i risparmi.
Sebbene la DCC non sia ancora in vigore — il Parlamento britannico e la Lok Sabha indiana devono ratificare il testo — i responsabili della mobilità aziendale hanno accolto con favore la chiarezza fornita. Per uno stipendio tipico di 120.000 sterline, i datori di lavoro potrebbero risparmiare circa 15.000 sterline all’anno in contributi sovrapposti. I responsabili HR e fiscali sono stati invitati a rivedere le popolazioni di distaccati e a creare un flusso di lavoro per il monitoraggio del CoC in vista della data di entrata in vigore prevista per il 2027.
La registrazione del webinar e la presentazione saranno disponibili la prossima settimana per gli iscritti, con modelli di richiesta CoC e una tabella comparativa dei 23 accordi previdenziali attualmente in vigore in India.
Durante la sessione di un’ora, esperti di KPMG India e KPMG UK hanno confermato che il trattato si applicherà ai dipendenti assegnati per un massimo di 60 mesi, in linea con gli accordi previdenziali India-Germania e India-Francia. Una volta ratificato, i lavoratori indiani che rimangono coperti dalle regole del Fondo Previdenziale per i Dipendenti (EPF) saranno esentati dall’Assicurazione Nazionale del Regno Unito, mentre i distaccati britannici in uscita potranno evitare l’iscrizione all’EPF.
Il panel ha sottolineato i requisiti di conformità: è necessario ottenere un Certificato di Copertura (CoC) prima dell’inizio della missione e i lavoratori devono portare con sé il certificato all’ingresso nel paese ospitante. La mancata osservanza potrebbe comportare contributi retroattivi e sanzioni. KPMG ha consigliato alle multinazionali di allineare le lettere di incarico e le strutture di distacco al trattato per massimizzare i risparmi.
Sebbene la DCC non sia ancora in vigore — il Parlamento britannico e la Lok Sabha indiana devono ratificare il testo — i responsabili della mobilità aziendale hanno accolto con favore la chiarezza fornita. Per uno stipendio tipico di 120.000 sterline, i datori di lavoro potrebbero risparmiare circa 15.000 sterline all’anno in contributi sovrapposti. I responsabili HR e fiscali sono stati invitati a rivedere le popolazioni di distaccati e a creare un flusso di lavoro per il monitoraggio del CoC in vista della data di entrata in vigore prevista per il 2027.
La registrazione del webinar e la presentazione saranno disponibili la prossima settimana per gli iscritti, con modelli di richiesta CoC e una tabella comparativa dei 23 accordi previdenziali attualmente in vigore in India.
Fonte: KPMG India
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