
Il Dipartimento della Cultura e del Turismo di Abu Dhabi (DCT-AD) ha presentato un nuovo insieme di standard di ospitalità chiamati Emirati Dhiyafa Standards, che richiedono agli hotel di integrare elementi culturali degli Emirati Arabi Uniti in ogni fase dell’esperienza degli ospiti a partire dal primo trimestre del 2027. Tra le misure obbligatorie principali figurano la presenza di almeno un membro dello staff in abito tradizionale per accogliere gli ospiti, il servizio di caffè arabo e datteri al momento del check-in, un minimo di tre piatti emiratini nei menu dei ristoranti e email pre-arrivo che illustrano le usanze locali. Le strutture dovranno inoltre incorporare motivi di design emiratini nelle aree comuni e adottare il saluto “Marhaba al-saa”.
Sebbene presentati come un’iniziativa di soft power, questi standard hanno anche implicazioni pratiche per la mobilità internazionale. I lavoratori in trasferta di lunga durata e i viaggiatori d’affari beneficeranno di un orientamento culturale più approfondito direttamente in loco, riducendo la necessità di corsi di formazione interculturale separati. Le regole sono inoltre in linea con la Strategia Turistica di Abu Dhabi 2030, che punta a 39,3 milioni di visitatori e 178.000 nuovi posti di lavoro nel settore dell’ospitalità, numeri che, se raggiunti, aumenteranno la domanda di alloggi aziendali.
Gli albergatori hanno accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando che il tasso di occupazione è rimasto superiore all’86% anche durante recenti tensioni regionali. Per i team di mobilità globale, il nuovo quadro rappresenta una checklist utile nelle trattative per accordi tariffari a lungo termine: il rispetto degli standard potrà influenzare la scelta degli hotel per VIP e personale in trasferimento. I fornitori che non rispetteranno i requisiti obbligatori rischiano una riduzione del volume di affari corporate.
Sebbene presentati come un’iniziativa di soft power, questi standard hanno anche implicazioni pratiche per la mobilità internazionale. I lavoratori in trasferta di lunga durata e i viaggiatori d’affari beneficeranno di un orientamento culturale più approfondito direttamente in loco, riducendo la necessità di corsi di formazione interculturale separati. Le regole sono inoltre in linea con la Strategia Turistica di Abu Dhabi 2030, che punta a 39,3 milioni di visitatori e 178.000 nuovi posti di lavoro nel settore dell’ospitalità, numeri che, se raggiunti, aumenteranno la domanda di alloggi aziendali.
Gli albergatori hanno accolto positivamente l’iniziativa, sottolineando che il tasso di occupazione è rimasto superiore all’86% anche durante recenti tensioni regionali. Per i team di mobilità globale, il nuovo quadro rappresenta una checklist utile nelle trattative per accordi tariffari a lungo termine: il rispetto degli standard potrà influenzare la scelta degli hotel per VIP e personale in trasferimento. I fornitori che non rispetteranno i requisiti obbligatori rischiano una riduzione del volume di affari corporate.
Fonte: The National
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