
L’ultimo report del Dipartimento per l’Impresa, il Commercio e l’Occupazione, pubblicato il 24 settembre, conferma ciò che molti team HR già sospettavano: la coda per i permessi di lavoro in Irlanda continua ad allungarsi. Le domande per il Permesso di Lavoro per Competenze Critiche (CSEP) presentate il 16 settembre sono solo ora in fase di esame, mentre le pratiche per il Permesso di Lavoro Generale sono ferme al 19 agosto. Le revisioni e i ricorsi risalgono a metà aprile. Questi dati arrivano a soli 17 mesi dal lancio del portale online Employment Permits Online (EPOS) da parte del DETE, che prometteva una “gestione più snella”. Sebbene il sistema digitale abbia ridotto errori amministrativi e documentazione mancante, i funzionari ammettono che la domanda complessiva supera di gran lunga i livelli pre-pandemia. Nei primi otto mesi del 2026 sono state presentate oltre 34.000 nuove domande, spinte dalla persistente carenza di competenze nei settori dell’edilizia, della sanità e dell’ICT. Per le aziende, i ritardi si traducono in incertezze sulle date di inizio, costi aggiuntivi per il trasferimento e, in alcuni casi, nella perdita di candidati che accettano offerte altrove. Le multinazionali con grandi progetti nei settori farmaceutico e dei data center in Irlanda stanno facendo pressione per ottenere più addetti DETE e un ampliamento del programma di accesso rapido per partner affidabili. I consulenti per l’immigrazione raccomandano di presentare le domande il prima possibile e di prevedere almeno otto settimane di margine nelle tempistiche di assunzione per i ruoli con Competenze Critiche, con buffer più lunghi per i permessi Generali. Le aziende dovrebbero inoltre monitorare le prossime modifiche alle soglie salariali minime, che aumenteranno a marzo 2027, poiché eventuali nuove presentazioni finiranno in fondo alla coda. Il DETE dichiara di essere al lavoro per assumere personale temporaneo e di esplorare strumenti di intelligenza artificiale per dare priorità alle domande complete. È previsto un progetto pilota per controlli automatizzati dei documenti entro fine anno, ma i sindacati avvertono che delegare le decisioni agli algoritmi senza modifiche legislative potrebbe aprire la strada a contenziosi legali.
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