
Il Brasile ha compiuto un ulteriore passo decisivo nella digitalizzazione del suo sistema di immigrazione. Dal 1° settembre 2026, tutti i visti per soggiorni temporanei (categorie VITEM I-XIV, che coprono lavoro, studio, ricongiungimento familiare, nomadi digitali e altri motivi di soggiorno prolungato) rilasciati a cittadini già esenti dal visto per visitatori a breve termine saranno emessi esclusivamente in formato elettronico tramite il Sistema Consolare Integrato (SCI).
La modifica è stata confermata dal Ministero degli Affari Esteri con una circolare inviata ai consolati e sottolineata in articoli specializzati nel corso del weekend. In precedenza, i richiedenti dovevano presentarsi di persona – o tramite un agente per la gestione dei visti – per consegnare il passaporto fisico al consolato brasiliano, attendere i tempi di elaborazione e poi ritirare l’etichetta del visto, di persona o tramite corriere. Ora è possibile caricare i documenti di supporto, pagare la tassa online e ricevere un PDF sicuro via e-mail.
Il documento contiene un codice QR che le compagnie aeree e le autorità di frontiera possono verificare direttamente nel database del ministero. Ai viaggiatori si consiglia di stampare una copia e di conservare il file digitale sul telefono, poiché il personale di bordo deve confermare visivamente il codice al check-in.
Non sono cambiate le condizioni sostanziali di idoneità: restano necessari gli stessi documenti comprovanti il contratto di lavoro, l’iscrizione scolastica, i mezzi finanziari o l’assicurazione sanitaria. Restano inoltre in vigore gli obblighi post-arrivo, come la registrazione presso la Polizia Federale per soggiorni superiori a 90 giorni.
La riforma elimina semplicemente due viaggi di andata e ritorno al consolato e il tempo in cui il passaporto sarebbe rimasto in transito o in coda per il visto. Dal punto di vista della mobilità aziendale, questa novità potrebbe ridurre di almeno una o due settimane i tempi di attesa per i trasferimenti in entrata.
I responsabili della mobilità dovrebbero però verificare che la nazionalità dei propri dipendenti sia inclusa nella lista dei paesi esenti da visto per il Brasile; i cittadini di paesi che richiedono ancora il visto per visitatori (ad esempio Stati Uniti, Canada e Australia a partire da gennaio 2027) dovranno continuare a presentare il passaporto di persona fino a quando anche questi programmi non saranno integrati nel portale SCI.
Il Brasile presenta questa riforma come parte di uno sforzo più ampio per attrarre talenti mobili. Snellendo le procedure per nomadi digitali, start-up e trasferimenti intra-aziendali, si unisce a una lista crescente di giurisdizioni latinoamericane – tra cui Cile, Colombia e Uruguay – che ora rilasciano la maggior parte dei permessi di soggiorno a lungo termine in formato elettronico.
Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist per le assegnazioni, formare il personale HR a registrare il codice QR nei fascicoli dei viaggiatori e ricordare ai dipendenti che il visto elettronico non elimina l’obbligo di mantenere il passaporto valido per almeno sei mesi oltre la data di ingresso.
La modifica è stata confermata dal Ministero degli Affari Esteri con una circolare inviata ai consolati e sottolineata in articoli specializzati nel corso del weekend. In precedenza, i richiedenti dovevano presentarsi di persona – o tramite un agente per la gestione dei visti – per consegnare il passaporto fisico al consolato brasiliano, attendere i tempi di elaborazione e poi ritirare l’etichetta del visto, di persona o tramite corriere. Ora è possibile caricare i documenti di supporto, pagare la tassa online e ricevere un PDF sicuro via e-mail.
Il documento contiene un codice QR che le compagnie aeree e le autorità di frontiera possono verificare direttamente nel database del ministero. Ai viaggiatori si consiglia di stampare una copia e di conservare il file digitale sul telefono, poiché il personale di bordo deve confermare visivamente il codice al check-in.
Non sono cambiate le condizioni sostanziali di idoneità: restano necessari gli stessi documenti comprovanti il contratto di lavoro, l’iscrizione scolastica, i mezzi finanziari o l’assicurazione sanitaria. Restano inoltre in vigore gli obblighi post-arrivo, come la registrazione presso la Polizia Federale per soggiorni superiori a 90 giorni.
La riforma elimina semplicemente due viaggi di andata e ritorno al consolato e il tempo in cui il passaporto sarebbe rimasto in transito o in coda per il visto. Dal punto di vista della mobilità aziendale, questa novità potrebbe ridurre di almeno una o due settimane i tempi di attesa per i trasferimenti in entrata.
I responsabili della mobilità dovrebbero però verificare che la nazionalità dei propri dipendenti sia inclusa nella lista dei paesi esenti da visto per il Brasile; i cittadini di paesi che richiedono ancora il visto per visitatori (ad esempio Stati Uniti, Canada e Australia a partire da gennaio 2027) dovranno continuare a presentare il passaporto di persona fino a quando anche questi programmi non saranno integrati nel portale SCI.
Il Brasile presenta questa riforma come parte di uno sforzo più ampio per attrarre talenti mobili. Snellendo le procedure per nomadi digitali, start-up e trasferimenti intra-aziendali, si unisce a una lista crescente di giurisdizioni latinoamericane – tra cui Cile, Colombia e Uruguay – che ora rilasciano la maggior parte dei permessi di soggiorno a lungo termine in formato elettronico.
Le aziende dovrebbero aggiornare le checklist per le assegnazioni, formare il personale HR a registrare il codice QR nei fascicoli dei viaggiatori e ricordare ai dipendenti che il visto elettronico non elimina l’obbligo di mantenere il passaporto valido per almeno sei mesi oltre la data di ingresso.
Fonte: Tamara News
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