
L’operatore di traghetti Irish Ferries ha aggiornato discretamente i requisiti di viaggio, confermando che dal 28 settembre ogni passeggero sulle rotte Dublino–Holyhead e Rosslare–Pembroke dovrà presentare un passaporto valido (o la carta passaporto irlandese) prima dell’imbarco. Le patenti di guida e altri documenti d’identità con foto non saranno più accettati. Questa modifica allinea le rotte marittime alle regole sui passaporti già in vigore per i voli tra i due Paesi, a seguito di un controllo della Border Force sul rispetto delle informazioni anticipate sui passeggeri.
Particolarmente rilevante per i cittadini non britannici e non irlandesi, le FAQ pubblicate da Irish Ferries evidenziano il sistema britannico di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA). I passeggeri che necessitano di un ETA ma si presentano al porto senza di esso “potrebbero non essere autorizzati a imbarcarsi”. Da febbraio 2026, la maggior parte dei visitatori esenti da visto – inclusi i cittadini UE – dovrà possedere un ETA per entrare nel Regno Unito, estendendo ai traghetti i controlli “niente permesso, niente viaggio” già applicati alle compagnie aeree.
Per le aziende multinazionali che spostano personale tra sedi irlandesi e britanniche, questo rappresenta un cambio di politica: le gite dell’ultimo minuto con carte d’identità nazionali non saranno più possibili, e i dipendenti con doppia cittadinanza UE-paese terzo dovranno verificare l’idoneità all’ETA con largo anticipo. I responsabili dei viaggi dovrebbero aggiornare i processi di prenotazione per raccogliere i dati del passaporto e attivare promemoria per l’ETA; in caso contrario, i dipendenti potrebbero rimanere bloccati al porto, esponendo le aziende a richieste di responsabilità.
La nuova regola riguarda anche la numerosa comunità di lavoratori autonomi che ogni settimana attraversano il “ponte terrestre” verso l’Europa continentale. Le società di logistica segnalano che alcuni autisti dell’Europa dell’Est non erano a conoscenza dell’obbligo ETA, poiché raramente transitano dagli aeroporti britannici. Le associazioni di categoria stanno chiedendo al Ministero dell’Interno una certa flessibilità transitoria durante il picco autunnale.
A lungo termine, gli esperti di mobilità prevedono che altri operatori di traghetti – e forse anche i servizi Eurotunnel per autobus – adotteranno regole simili di imbarco esclusivamente con passaporto, man mano che i controlli digitali di autorizzazione al viaggio si consolidano. Le aziende con team transfrontalieri sono invitate a effettuare subito un controllo sulla validità dei documenti del personale e a informare i fornitori di servizi di viaggio sulle scadenze relative all’ETA.
Particolarmente rilevante per i cittadini non britannici e non irlandesi, le FAQ pubblicate da Irish Ferries evidenziano il sistema britannico di Autorizzazione Elettronica di Viaggio (ETA). I passeggeri che necessitano di un ETA ma si presentano al porto senza di esso “potrebbero non essere autorizzati a imbarcarsi”. Da febbraio 2026, la maggior parte dei visitatori esenti da visto – inclusi i cittadini UE – dovrà possedere un ETA per entrare nel Regno Unito, estendendo ai traghetti i controlli “niente permesso, niente viaggio” già applicati alle compagnie aeree.
Per le aziende multinazionali che spostano personale tra sedi irlandesi e britanniche, questo rappresenta un cambio di politica: le gite dell’ultimo minuto con carte d’identità nazionali non saranno più possibili, e i dipendenti con doppia cittadinanza UE-paese terzo dovranno verificare l’idoneità all’ETA con largo anticipo. I responsabili dei viaggi dovrebbero aggiornare i processi di prenotazione per raccogliere i dati del passaporto e attivare promemoria per l’ETA; in caso contrario, i dipendenti potrebbero rimanere bloccati al porto, esponendo le aziende a richieste di responsabilità.
La nuova regola riguarda anche la numerosa comunità di lavoratori autonomi che ogni settimana attraversano il “ponte terrestre” verso l’Europa continentale. Le società di logistica segnalano che alcuni autisti dell’Europa dell’Est non erano a conoscenza dell’obbligo ETA, poiché raramente transitano dagli aeroporti britannici. Le associazioni di categoria stanno chiedendo al Ministero dell’Interno una certa flessibilità transitoria durante il picco autunnale.
A lungo termine, gli esperti di mobilità prevedono che altri operatori di traghetti – e forse anche i servizi Eurotunnel per autobus – adotteranno regole simili di imbarco esclusivamente con passaporto, man mano che i controlli digitali di autorizzazione al viaggio si consolidano. Le aziende con team transfrontalieri sono invitate a effettuare subito un controllo sulla validità dei documenti del personale e a informare i fornitori di servizi di viaggio sulle scadenze relative all’ETA.
Fonte: Irish Ferries
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