
Un documento informativo separato, diffuso durante lo stesso incontro in Lussemburgo e ottenuto da Politis, spiega perché la questione di Cipro relativa a Schengen non è stata inserita nell’agenda ufficiale del 1-2 ottobre. Secondo il documento, i servizi di sicurezza di diversi Stati membri segnalano ancora due problemi irrisolti: (1) come registrare i dati di uscita per i cittadini non UE che entrano da Larnaca o Pafos ma lasciano l’isola attraverso il nord amministrato dalla Turchia, e (2) come applicare le regole di Schengen ai valichi di Pergamos e Strovilia, situati all’interno dell’Area della Base Sovrana Britannica di Dhekelia. Fonti diplomatiche riferiscono che il Regno Unito, pur non essendo più membro dell’UE o di Schengen, dovrebbe impegnarsi – tramite un memorandum bilaterale – ad applicare “livelli di controllo equivalenti” in questi due punti di controllo. Londra sarebbe aperta a colloqui tecnici, ma chiede chiarezza sulla condivisione dei costi per attrezzature e personale. Nel frattempo, Nicosia sta sperimentando tecnologie di geo-fencing e pass giornalieri con QR code per colmare il vuoto informativo ai valichi della Linea Verde. La Commissione europea sostiene che i problemi sono risolvibili, ma con le elezioni imminenti in Austria e Paesi Bassi, i ministri dell’Interno esitano a correre rischi politici sulla sicurezza delle frontiere. Un diplomatico europeo di lungo corso ha paragonato la situazione al percorso della Bulgaria verso Schengen: “L’ultimo chilometro è sempre il più difficile, anche quando la documentazione è impeccabile.” Per i datori di lavoro multinazionali, lo stallo significa che permane l’incertezza sulla semplificazione delle politiche di viaggio e sulle procedure di rimborso IVA legate all’adesione a Schengen. I reparti HR dovrebbero quindi elaborare linee guida sulla mobilità che tengano conto di entrambi gli scenari – Schengen e non Schengen – almeno fino a metà 2027. Praticamente, i dipendenti in trasferta devono continuare a prevedere controlli passaporti completi durante il transito a Cipro verso altri hub UE, e le aziende dovrebbero inserire margini di 60 minuti negli itinerari finché il Consiglio non raggiungerà un consenso.
Fonte: Politis
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