
Hong Kong e Shenzhen accenderanno i loro primi varchi di frontiera automatizzati a “doppio controllo” presso il rinnovato porto di Huanggang il 12 ottobre, hanno confermato i funzionari il 6 ottobre sera. Il sistema richiede ai viaggiatori una registrazione biometrica unica su entrambi i lati del confine. Una volta registrati, i passeggeri presentano un solo documento d’identità — permesso di ritorno per i residenti della Cina continentale, permesso di visita o passaporto per i residenti di Hong Kong — e attraversano un canale elettronico a tre porte che unisce i controlli di uscita e ingresso in un’unica procedura fluida.
Jacky Wong Ki, vicedirettore del Dipartimento Immigrazione di Hong Kong, ha dichiarato che la registrazione “richiede solo pochi secondi” e ha assicurato un incremento del personale durante la fase di lancio. Le autorità prevedono che il valico rinnovato possa gestire circa 100.000 persone al giorno, un volume paragonabile ai picchi pre-pandemia.
L’aggiornamento del porto include anche tornelli con riconoscimento facciale, chioschi per dichiarazioni self-service e un sistema integrato di informazioni doganali che condivide in tempo reale gli allarmi di rischio tra i database di Hong Kong e della Cina continentale. Il progetto rappresenta un banco di prova per l’iniziativa dell’Area della Grande Baia volta a ridurre i tempi di controllo e a favorire la mobilità lavorativa transfrontaliera.
Le camere di commercio sostengono da tempo che checkpoint più rapidi siano essenziali affinché la regione, con i suoi 86 milioni di abitanti, funzioni come un unico mercato del talento. Per le aziende, le nuove corsie significano che i pendolari basati nei parchi tecnologici di Shenzhen possono raggiungere riunioni a Kowloon in meno di un’ora, mentre i dirigenti di Hong Kong possono partecipare a briefing mattutini a Futian e tornare in ufficio prima di pranzo.
Gli esperti legali sottolineano però che il doppio controllo non modifica i requisiti di visto di base. I cittadini cinesi continentali devono ancora avere validi permessi di uscita per visitare Hong Kong, e i titolari di passaporti stranieri devono possedere visti a entrata multipla o esenzioni accettate da entrambe le giurisdizioni. Le aziende dovrebbero quindi verificare la documentazione del personale e iniziare presto la preregistrazione su entrambi i lati per evitare congestioni nella prima settimana.
Se il progetto pilota avrà successo, le autorità puntano a replicare il modello in altri valichi ad alto traffico come Shenzhen Bay e il terminal ferroviario ad alta velocità di West Kowloon. A lungo termine, il riconoscimento reciproco completo dei varchi elettronici potrebbe permettere controlli “one-stop” veri e propri utilizzando un unico database — un passo che porrebbe l’Area della Grande Baia allo stesso livello dell’area Schengen in termini di efficienza transfrontaliera.
Jacky Wong Ki, vicedirettore del Dipartimento Immigrazione di Hong Kong, ha dichiarato che la registrazione “richiede solo pochi secondi” e ha assicurato un incremento del personale durante la fase di lancio. Le autorità prevedono che il valico rinnovato possa gestire circa 100.000 persone al giorno, un volume paragonabile ai picchi pre-pandemia.
L’aggiornamento del porto include anche tornelli con riconoscimento facciale, chioschi per dichiarazioni self-service e un sistema integrato di informazioni doganali che condivide in tempo reale gli allarmi di rischio tra i database di Hong Kong e della Cina continentale. Il progetto rappresenta un banco di prova per l’iniziativa dell’Area della Grande Baia volta a ridurre i tempi di controllo e a favorire la mobilità lavorativa transfrontaliera.
Le camere di commercio sostengono da tempo che checkpoint più rapidi siano essenziali affinché la regione, con i suoi 86 milioni di abitanti, funzioni come un unico mercato del talento. Per le aziende, le nuove corsie significano che i pendolari basati nei parchi tecnologici di Shenzhen possono raggiungere riunioni a Kowloon in meno di un’ora, mentre i dirigenti di Hong Kong possono partecipare a briefing mattutini a Futian e tornare in ufficio prima di pranzo.
Gli esperti legali sottolineano però che il doppio controllo non modifica i requisiti di visto di base. I cittadini cinesi continentali devono ancora avere validi permessi di uscita per visitare Hong Kong, e i titolari di passaporti stranieri devono possedere visti a entrata multipla o esenzioni accettate da entrambe le giurisdizioni. Le aziende dovrebbero quindi verificare la documentazione del personale e iniziare presto la preregistrazione su entrambi i lati per evitare congestioni nella prima settimana.
Se il progetto pilota avrà successo, le autorità puntano a replicare il modello in altri valichi ad alto traffico come Shenzhen Bay e il terminal ferroviario ad alta velocità di West Kowloon. A lungo termine, il riconoscimento reciproco completo dei varchi elettronici potrebbe permettere controlli “one-stop” veri e propri utilizzando un unico database — un passo che porrebbe l’Area della Grande Baia allo stesso livello dell’area Schengen in termini di efficienza transfrontaliera.
Fonte: South China Morning Post
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