
La Federazione delle Compagnie Aeree Indiane (FIA) – che rappresenta Air India, IndiGo e SpiceJet – ha scritto al Ministero dell'Aviazione Civile chiedendo un urgente sostegno finanziario, poiché il conflitto in Medio Oriente sta facendo lievitare i costi operativi e causando disagi nelle rotte aeree. In una lettera diffusa ai media il 6 ottobre, si avverte che le compagnie potrebbero dover ridurre la capacità a meno che il governo non intervenga. La chiusura dello spazio aereo su alcune aree di Iran, Iraq e Israele ha imposto deviazioni fino a 90 minuti sulle tratte Europa-India, aumentando il consumo di carburante per turbine aeronautiche (ATF), proprio mentre il Brent si attesta intorno ai 118 dollari al barile. La FIA sottolinea che il carburante ora rappresenta il 55-60% dei costi totali delle compagnie, rispetto al 40% pre-crisi, mentre la svalutazione della rupia amplifica le spese in dollari per leasing, manutenzione e assicurazioni. L’associazione chiede di modificare il prezzo domestico dell’ATF, passando da un indice internazionale a un modello basato sui costi effettivi, oltre a una sospensione temporanea delle accise e delle tasse aeroportuali. Propone inoltre un fondo di supporto per il capitale circolante, per aiutare le compagnie durante il picco di viaggi invernali, quando i biglietti sono stati venduti prima dell’aumento del carburante e non possono essere ricalcolati retroattivamente. Per i responsabili della mobilità globale, le conseguenze sono già evidenti: sovrapprezzi tariffari annunciati da IndiGo e Vistara dal 7 ottobre, tempi di volo più lunghi sui ritorni Europa-India e una copertura ridotta di aeromobili di riserva, che aumenta il rischio di ritardi a catena. Le aziende con molti dipendenti in trasferimento nel Golfo o in Europa dovrebbero prevedere un aumento medio dei prezzi dei biglietti e valutare clausole di flessibilità nei contratti con i fornitori di viaggio. Gli esperti di politica sottolineano che qualsiasi agevolazione fiscale dovrà essere coordinata con i governi statali, che applicano l’IVA sull’ATF variabile dall’1% in Nagaland al 30% in Maharashtra. Una decisione è attesa prima di Diwali, per garantire alle compagnie aeree certezze sui prezzi durante il picco delle festività.
Fonte: Moneycontrol
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