
A soli 50 giorni dalle elezioni generali in Spagna del 29 novembre, i gruppi per i diritti dei migranti avvertono che il programma straordinario di regolarizzazione avviato ad aprile è ancora lontano dall’essere completato. Secondo un’inchiesta di EFE pubblicata il 10 ottobre, meno del 40% delle 507.000 domande ha ricevuto una decisione definitiva; migliaia di richiedenti non hanno ancora la Tarjeta de Identidad de Extranjero (TIE) necessaria per firmare contratti di lavoro. Gli avvocati del lavoro segnalano che molte aziende rifiutano di assumere candidati con solo l’approvazione provvisoria, temendo sanzioni in caso di esito negativo finale. Di conseguenza, alcuni beneficiari rischiano di tornare in situazione irregolare quando il permesso di lavoro temporaneo di un anno scadrà a metà 2027, senza prove di contributi previdenziali. La Segreteria di Stato per la Migrazione attribuisce i ritardi a un “volume di pratiche inaspettatamente elevato” e afferma che sono stati assegnati operatori aggiuntivi da altri ministeri, ma gli esperti insistono sulla necessità di un piano formale di accelerazione. L’arretrato sta già influenzando i programmi di assunzione stagionale nel settore dell’ospitalità e dell’agricoltura per il picco natalizio, settori che dipendono fortemente dai lavoratori appena regolarizzati. Per le multinazionali che gestiscono programmi per neolaureati o trasferimenti intra-aziendali, l’incertezza complica i modelli di pianificazione del personale, che prevedevano un bacino di talenti completamente regolarizzato entro il quarto trimestre 2026. I team di mobilità dovrebbero prevedere tempi più lunghi nelle pipeline di assunzione e valutare di sponsorizzare candidati altamente qualificati secondo le categorie di residenza previste dalla Legge 14/2013, invece di attendere la conclusione del processo di massa. Sul piano politico, i partiti di opposizione sfruttano i ritardi come prova di cattiva gestione amministrativa, alimentando timori tra i richiedenti che un cambio di governo possa interrompere il programma. Gli analisti legali, tuttavia, sottolineano che i diritti acquisiti tramite risoluzioni provvisorie sono tutelati dalla legge sull’immigrazione spagnola e dalle direttive UE, un punto che i consulenti per la mobilità possono usare per rassicurare i dipendenti preoccupati.
Fonte: Agencia EFE
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