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L'ambasciata degli Stati Uniti in Brasile chiede ai richiedenti il visto di rendere pubblici i propri profili sui social media

ott 14, 2026
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L'ambasciata degli Stati Uniti in Brasile chiede ai richiedenti il visto di rendere pubblici i propri profili sui social media
L’Ambasciata e i Consolati USA in Brasile hanno utilizzato il loro canale ufficiale su X (ex-Twitter) il 13 e 14 ottobre per avvertire che i funzionari consolari potrebbero ritardare la decisione sul visto se gli account social dei richiedenti sono impostati su “privato”. Un video registrato al Consolato Generale di San Paolo spiega che studenti (visti F/M), lavoratori temporanei (visti H, L e religiosi R) e giornalisti devono indicare ogni profilo social nel modulo DS-160 e mantenere i profili pubblici fino al completamento del controllo. Il post sottolinea che omettere un account può essere considerato una falsa dichiarazione e portare al rifiuto del visto. Sebbene l’obbligo di dichiarare gli username sia in vigore dal 2019, l’istruzione di rendere i profili accessibili è recente e, secondo il personale consolare, quest’anno si estende anche ai professionisti dei media. Questa stretta arriva dopo una serie di revoche di visti di alto profilo lo scorso anno, legate a commenti online ritenuti estremisti, evidenziando come le tracce digitali siano diventate prove fondamentali nei controlli di sicurezza USA. Per le aziende brasiliane il messaggio è chiaro: i dipendenti inviati in missione o a corsi di formazione negli Stati Uniti devono essere informati sul nuovo standard di trasparenza. I responsabili della mobilità devono verificare i post pubblici degli assegnati, assicurarsi che i dati personali forniti nel DS-160 corrispondano a quanto appare online e prepararsi a tempi di valutazione più lunghi se le impostazioni di privacy non vengono modificate in anticipo. Questa evoluzione aumenta anche le preoccupazioni sulla protezione dei dati. Le aziende dovranno adottare politiche interne che bilancino la conformità USA con le norme brasiliane sulla privacy LGPD, soprattutto quando i reparti HR richiedono screenshot o password durante la preparazione dei documenti. Una gestione inadeguata del processo potrebbe ritardare l’avvio dei progetti ed esporre le imprese a violazioni della riservatezza. Infine, l’episodio ricorda che la strategia per i visti oggi va ben oltre la semplice documentazione tradizionale. L’igiene digitale sui social è sempre più un prerequisito per la mobilità globale, e le multinazionali dovrebbero integrarla nelle checklist pre-partenza di ogni dipendente diretto negli Stati Uniti.
Fonte: Janela do Fato

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