
In una sentenza storica emessa il 5 novembre 2025, l'Alta Corte di Delhi ha stabilito che ogni lavoratore straniero impiegato da un datore di lavoro registrato in India deve essere iscritto all’Employees’ Provident Fund Organisation (EPFO) e versare contributi previdenziali fin dal primo giorno di lavoro.
La corte, presieduta dal Chief Justice Devendra K. Upadhyaya e dal giudice Tushar Rao Gedela, ha respinto i ricorsi presentati da diverse multinazionali (tra cui SpiceJet e LG Electronics India) che sostenevano l’esenzione per il personale internazionale a causa della natura a breve termine delle missioni estere. Il tribunale ha confermato la legittimità costituzionale delle modifiche del 2008 e 2010 alla legge EPF relative ai “lavoratori internazionali” e ha affermato che le normative previdenziali indiane non possono discriminare tra lavoratori nazionali e stranieri.
Di fatto, la sentenza impone alle entità indiane — che siano filiali, joint venture o uffici di rappresentanza — di trattenere il 12% dello stipendio “eleggibile” degli espatriati e versare un contributo pari del 12% come datore di lavoro sul conto PF del dipendente ogni mese. I lavoratori internazionali potranno prelevare il saldo solo al pensionamento a 58 anni, in caso di invalidità permanente totale o in caso di partenza definitiva dall’India, purché esista un accordo bilaterale di sicurezza sociale (SSA).
Gli esperti legali avvertono che la decisione potrebbe aumentare i costi delle missioni del 20-25% per le aziende senza SSA (ad esempio con Stati Uniti o Regno Unito), poiché il contributo del datore di lavoro non è riconosciuto nel paese d’origine. Le imprese stanno rivedendo budget per la mobilità globale, contratti di distacco e politiche di parità fiscale.
Le multinazionali con progetti a ciclo breve — nei settori IT, aviazione, infrastrutture ed energia — saranno le più colpite dall’onere di conformità. Molte potrebbero presentare ricorso alla Corte Suprema, ma gli esperti avvertono che le notifiche di accertamento da parte degli uffici EPFO potrebbero partire immediatamente. Si consiglia quindi ai datori di lavoro di (1) verificare che tutto il personale straniero sia registrato, (2) calcolare le passività retroattive fino a cinque anni, e (3) aggiornare le lettere di incarico per includere le trattenute obbligatorie sul PF.
La corte, presieduta dal Chief Justice Devendra K. Upadhyaya e dal giudice Tushar Rao Gedela, ha respinto i ricorsi presentati da diverse multinazionali (tra cui SpiceJet e LG Electronics India) che sostenevano l’esenzione per il personale internazionale a causa della natura a breve termine delle missioni estere. Il tribunale ha confermato la legittimità costituzionale delle modifiche del 2008 e 2010 alla legge EPF relative ai “lavoratori internazionali” e ha affermato che le normative previdenziali indiane non possono discriminare tra lavoratori nazionali e stranieri.
Di fatto, la sentenza impone alle entità indiane — che siano filiali, joint venture o uffici di rappresentanza — di trattenere il 12% dello stipendio “eleggibile” degli espatriati e versare un contributo pari del 12% come datore di lavoro sul conto PF del dipendente ogni mese. I lavoratori internazionali potranno prelevare il saldo solo al pensionamento a 58 anni, in caso di invalidità permanente totale o in caso di partenza definitiva dall’India, purché esista un accordo bilaterale di sicurezza sociale (SSA).
Gli esperti legali avvertono che la decisione potrebbe aumentare i costi delle missioni del 20-25% per le aziende senza SSA (ad esempio con Stati Uniti o Regno Unito), poiché il contributo del datore di lavoro non è riconosciuto nel paese d’origine. Le imprese stanno rivedendo budget per la mobilità globale, contratti di distacco e politiche di parità fiscale.
Le multinazionali con progetti a ciclo breve — nei settori IT, aviazione, infrastrutture ed energia — saranno le più colpite dall’onere di conformità. Molte potrebbero presentare ricorso alla Corte Suprema, ma gli esperti avvertono che le notifiche di accertamento da parte degli uffici EPFO potrebbero partire immediatamente. Si consiglia quindi ai datori di lavoro di (1) verificare che tutto il personale straniero sia registrato, (2) calcolare le passività retroattive fino a cinque anni, e (3) aggiornare le lettere di incarico per includere le trattenute obbligatorie sul PF.
Fonte: The Times of India
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