
In una decisione molto attesa da datori di lavoro svizzeri e lavoratori stranieri distaccati, il Consiglio federale ha confermato a fine 26 novembre che le quote nazionali per l’assunzione di professionisti qualificati provenienti da paesi extra UE/AELE rimarranno nel 2026 esattamente invariate rispetto al 2025.
Ciò significa che le aziende avranno nuovamente a disposizione 8.500 permessi di lavoro: 4.500 permessi B per incarichi a lungo termine e 4.000 permessi L per distacchi di breve durata inferiori a dodici mesi. Parallelamente, il contingente speciale per i fornitori di servizi distaccati da Stati membri UE/AELE resta congelato a 3.500 permessi, mentre la quota post-Brexit per i cittadini britannici rimane a 3.500 autorizzazioni (2.100 B e 1.400 L). Le quote sono stabilite nell’Ordinanza sull’Ammissione, il Soggiorno e l’Attività lucrativa (OASA) e vengono ripartite ai cantoni su base trimestrale.
Il governo ha scelto di mantenere lo status quo dopo aver consultato le autorità cantonali e le associazioni imprenditoriali. Nonostante la Svizzera abbia registrato un aumento netto delle migrazioni al massimo degli ultimi 17 anni nel 2025, con ripercussioni su abitazioni, scuole e trasporti pubblici, i gruppi di datori di lavoro hanno sostenuto che un inasprimento delle quote aggraverebbe la carenza di competenze in ingegneria, scienze della vita e tecnologia finanziaria. Il Consiglio ha quindi resistito alle pressioni populiste per ridurre le assegnazioni, ma ha avvertito che i cantoni devono esaminare attentamente ogni domanda per garantire una reale necessità nel mercato del lavoro.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’annuncio elimina l’incertezza di fine anno che spesso costringe le aziende a posticipare le assunzioni a gennaio. Tuttavia, le organizzazioni che pianificano grandi progetti nel 2026 dovrebbero presentare le domande già all’inizio dell’anno: nel 2025 la quota L nazionale è stata esaurita a metà ottobre, costringendo i distaccati tardivi a percorsi meno flessibili di assunzione locale. I datori di lavoro sono inoltre ricordati che i cantoni continuano a richiedere test di mercato del lavoro per la maggior parte delle assunzioni da paesi terzi e che i livelli salariali devono corrispondere ai parametri locali.
Praticamente, i team HR dovrebbero aggiornare i costi delle missioni tenendo conto della composizione invariata dei permessi e prevedere almeno sei settimane di anticipo per i permessi B nei cantoni ad alta domanda come Zurigo, Basilea Città e Vaud. Le multinazionali con sede nel Regno Unito dovrebbero inoltre notare che il loro personale beneficia ancora di un contingente dedicato almeno fino alla fine del 2026, offrendo un vantaggio strategico rispetto ai talenti provenienti da Stati Uniti o India.
Ciò significa che le aziende avranno nuovamente a disposizione 8.500 permessi di lavoro: 4.500 permessi B per incarichi a lungo termine e 4.000 permessi L per distacchi di breve durata inferiori a dodici mesi. Parallelamente, il contingente speciale per i fornitori di servizi distaccati da Stati membri UE/AELE resta congelato a 3.500 permessi, mentre la quota post-Brexit per i cittadini britannici rimane a 3.500 autorizzazioni (2.100 B e 1.400 L). Le quote sono stabilite nell’Ordinanza sull’Ammissione, il Soggiorno e l’Attività lucrativa (OASA) e vengono ripartite ai cantoni su base trimestrale.
Il governo ha scelto di mantenere lo status quo dopo aver consultato le autorità cantonali e le associazioni imprenditoriali. Nonostante la Svizzera abbia registrato un aumento netto delle migrazioni al massimo degli ultimi 17 anni nel 2025, con ripercussioni su abitazioni, scuole e trasporti pubblici, i gruppi di datori di lavoro hanno sostenuto che un inasprimento delle quote aggraverebbe la carenza di competenze in ingegneria, scienze della vita e tecnologia finanziaria. Il Consiglio ha quindi resistito alle pressioni populiste per ridurre le assegnazioni, ma ha avvertito che i cantoni devono esaminare attentamente ogni domanda per garantire una reale necessità nel mercato del lavoro.
Per i responsabili della mobilità internazionale, l’annuncio elimina l’incertezza di fine anno che spesso costringe le aziende a posticipare le assunzioni a gennaio. Tuttavia, le organizzazioni che pianificano grandi progetti nel 2026 dovrebbero presentare le domande già all’inizio dell’anno: nel 2025 la quota L nazionale è stata esaurita a metà ottobre, costringendo i distaccati tardivi a percorsi meno flessibili di assunzione locale. I datori di lavoro sono inoltre ricordati che i cantoni continuano a richiedere test di mercato del lavoro per la maggior parte delle assunzioni da paesi terzi e che i livelli salariali devono corrispondere ai parametri locali.
Praticamente, i team HR dovrebbero aggiornare i costi delle missioni tenendo conto della composizione invariata dei permessi e prevedere almeno sei settimane di anticipo per i permessi B nei cantoni ad alta domanda come Zurigo, Basilea Città e Vaud. Le multinazionali con sede nel Regno Unito dovrebbero inoltre notare che il loro personale beneficia ancora di un contingente dedicato almeno fino alla fine del 2026, offrendo un vantaggio strategico rispetto ai talenti provenienti da Stati Uniti o India.
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