
In un’audace iniziativa per invertire il fenomeno della “fuga di cervelli” verso gli Stati Uniti e altri centri di ricerca di eccellenza, Ottawa ha lanciato il 10 dicembre 2025 il Canada Global Impact+ Research Talent Initiative. Valutato 1,7 miliardi di dollari canadesi in 12 anni, il programma finanzierà fino a 1.000 nuove cattedre per accademici di fama internazionale ed espatriati nei settori di scienza, tecnologia, ingegneria, matematica, salute e discipline a impatto sociale.
Il piano destina circa 1 miliardo di dollari canadesi a integrazioni salariali e sovvenzioni di ricerca a lungo termine, con pacchetti che eguagliano o superano, in alcuni ambiti, quelli offerti dalle università d’élite statunitensi. Altri 400 milioni saranno investiti nella modernizzazione o costruzione di laboratori e spazi collaborativi, mentre 134 milioni sono riservati a borse di studio internazionali completamente finanziate per dottorati e post-dottorati. Ulteriori 120 milioni sosterranno premi “rising star” per ricercatori all’inizio carriera, volti a consolidare il flusso di futuri investigatori principali in Canada.
La ministra dell’Industria Mélanie Joly ha definito l’iniziativa “un investimento generazionale sulle persone” che rafforzerà la capacità innovativa del Canada e lo distinguerà da giurisdizioni “che voltano le spalle alla scienza aperta”. L’iniziativa è ampiamente vista come una risposta strategica all’inasprimento delle norme sull’immigrazione negli USA, all’aumento delle tariffe per i visti e alle pressioni politiche sulla libertà accademica oltreoceano. Ottawa prevede che una quota significativa dei nuovi reclutamenti arriverà tramite il programma Global Skills Strategy, che garantisce un iter di due settimane per il rilascio dei visti nella maggior parte dei ruoli di ricerca.
Le università hanno reagito prontamente. L’Università di Toronto ha confermato di aver già firmato lettere di intenti con tre professori senior di Yale nel campo dell’informazione quantistica, mentre l’Università della British Columbia sta negoziando con un team di alto profilo nel modellamento climatico proveniente dalla California. Partner del settore privato come il colosso farmaceutico Sanofi e l’azienda cleantech CarbonCure hanno annunciato co-finanziamenti per alcune cattedre selezionate, al fine di accelerare la commercializzazione.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il programma apre una finestra senza precedenti per il trasferimento: i datori di lavoro possono abbinare ruoli accademici permanenti a permessi di lavoro aperti per i coniugi, priorità nell’assegnazione dei posti scolastici e incentivi fiscali provinciali. Tuttavia, gli esperti di immigrazione avvertono che la domanda sarà elevata e consigliano una coordinazione anticipata tra risorse umane, uffici legali e dipartimenti accademici per ottenere valutazioni d’impatto sul mercato del lavoro e riconoscimento dei titoli, dove necessario.
Il piano destina circa 1 miliardo di dollari canadesi a integrazioni salariali e sovvenzioni di ricerca a lungo termine, con pacchetti che eguagliano o superano, in alcuni ambiti, quelli offerti dalle università d’élite statunitensi. Altri 400 milioni saranno investiti nella modernizzazione o costruzione di laboratori e spazi collaborativi, mentre 134 milioni sono riservati a borse di studio internazionali completamente finanziate per dottorati e post-dottorati. Ulteriori 120 milioni sosterranno premi “rising star” per ricercatori all’inizio carriera, volti a consolidare il flusso di futuri investigatori principali in Canada.
La ministra dell’Industria Mélanie Joly ha definito l’iniziativa “un investimento generazionale sulle persone” che rafforzerà la capacità innovativa del Canada e lo distinguerà da giurisdizioni “che voltano le spalle alla scienza aperta”. L’iniziativa è ampiamente vista come una risposta strategica all’inasprimento delle norme sull’immigrazione negli USA, all’aumento delle tariffe per i visti e alle pressioni politiche sulla libertà accademica oltreoceano. Ottawa prevede che una quota significativa dei nuovi reclutamenti arriverà tramite il programma Global Skills Strategy, che garantisce un iter di due settimane per il rilascio dei visti nella maggior parte dei ruoli di ricerca.
Le università hanno reagito prontamente. L’Università di Toronto ha confermato di aver già firmato lettere di intenti con tre professori senior di Yale nel campo dell’informazione quantistica, mentre l’Università della British Columbia sta negoziando con un team di alto profilo nel modellamento climatico proveniente dalla California. Partner del settore privato come il colosso farmaceutico Sanofi e l’azienda cleantech CarbonCure hanno annunciato co-finanziamenti per alcune cattedre selezionate, al fine di accelerare la commercializzazione.
Per i responsabili della mobilità internazionale, il programma apre una finestra senza precedenti per il trasferimento: i datori di lavoro possono abbinare ruoli accademici permanenti a permessi di lavoro aperti per i coniugi, priorità nell’assegnazione dei posti scolastici e incentivi fiscali provinciali. Tuttavia, gli esperti di immigrazione avvertono che la domanda sarà elevata e consigliano una coordinazione anticipata tra risorse umane, uffici legali e dipartimenti accademici per ottenere valutazioni d’impatto sul mercato del lavoro e riconoscimento dei titoli, dove necessario.
Fonte: Financial Times
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