
Il governo fiammingo ha pubblicato un ampio pacchetto di riforme sull’immigrazione che entreranno in vigore il 1° gennaio 2026, rivoluzionando il modo in cui i datori di lavoro nella più grande regione del Belgio assumono talenti stranieri.
Secondo il nuovo decreto, le aziende dovranno rispettare obblighi di “responsabilità solidale”, ottenendo dichiarazioni scritte – e, nei settori ad alto rischio come edilizia, pulizie, lavorazione della carne e consegna pacchi, copie dei documenti di immigrazione – da ogni appaltatore nella loro catena di fornitura. Un appaltatore principale che coinvolga negligentemente un subappaltatore che impiega lavoratori irregolari potrà essere multato anche se ignaro della violazione.
Parallelamente, le procedure di verifica del mercato del lavoro in Fiandra diventeranno molto più rigorose. Pubblicare un’offerta di lavoro sul portale VDAB non sarà più sufficiente; i datori di lavoro dovranno dimostrare sforzi concreti per reclutare residenti belgi o dell’UE. Le autorità potranno presumere che un lavoratore locale avrebbe potuto essere assunto se i requisiti del lavoro risultano gonfiati o se i dati sulla disoccupazione indicano una buona disponibilità di candidati locali. La norma mira a contrastare quella che i funzionari definiscono “pubblicità di facciata” per posizioni poi assegnate a lavoratori extracomunitari a basso costo.
La regione eliminerà inoltre i percorsi migratori per lavori che richiedono solo un’istruzione primaria o di base (livelli VKS 1–2) e restringerà la definizione di “altamente qualificato”. Dal 2026, il permesso per lavoratori altamente qualificati sarà concesso solo se il ruolo richiede chiaramente un professionista con istruzione terziaria. I datori di lavoro che si affidano a manodopera straniera meno qualificata – soprattutto nei settori della logistica e dell’ospitalità – dovranno quindi rivedere la pianificazione del personale o investire in automazione.
Infine, la Fiandra introdurrà una tassa regionale di 200 euro per le domande di permesso unico entro la fine del 2026, oltre alla tassa federale già esistente. Le multinazionali con programmi di mobilità intra-UE di grandi dimensioni dovranno affrontare costi di conformità più elevati e tempi di attesa più lunghi, mentre i reparti HR dovranno aggiornare previsioni di budget e politiche di assegnazione.
Per le imprese, il messaggio chiave è l’urgenza: rivedere i modelli di assunzione, mappare le catene di subappalto e iniziare subito a documentare gli sforzi per l’assunzione locale. Ignorare le nuove regole potrebbe comportare rifiuti di permessi, multe e rischi reputazionali non appena inizieranno i controlli.
Secondo il nuovo decreto, le aziende dovranno rispettare obblighi di “responsabilità solidale”, ottenendo dichiarazioni scritte – e, nei settori ad alto rischio come edilizia, pulizie, lavorazione della carne e consegna pacchi, copie dei documenti di immigrazione – da ogni appaltatore nella loro catena di fornitura. Un appaltatore principale che coinvolga negligentemente un subappaltatore che impiega lavoratori irregolari potrà essere multato anche se ignaro della violazione.
Parallelamente, le procedure di verifica del mercato del lavoro in Fiandra diventeranno molto più rigorose. Pubblicare un’offerta di lavoro sul portale VDAB non sarà più sufficiente; i datori di lavoro dovranno dimostrare sforzi concreti per reclutare residenti belgi o dell’UE. Le autorità potranno presumere che un lavoratore locale avrebbe potuto essere assunto se i requisiti del lavoro risultano gonfiati o se i dati sulla disoccupazione indicano una buona disponibilità di candidati locali. La norma mira a contrastare quella che i funzionari definiscono “pubblicità di facciata” per posizioni poi assegnate a lavoratori extracomunitari a basso costo.
La regione eliminerà inoltre i percorsi migratori per lavori che richiedono solo un’istruzione primaria o di base (livelli VKS 1–2) e restringerà la definizione di “altamente qualificato”. Dal 2026, il permesso per lavoratori altamente qualificati sarà concesso solo se il ruolo richiede chiaramente un professionista con istruzione terziaria. I datori di lavoro che si affidano a manodopera straniera meno qualificata – soprattutto nei settori della logistica e dell’ospitalità – dovranno quindi rivedere la pianificazione del personale o investire in automazione.
Infine, la Fiandra introdurrà una tassa regionale di 200 euro per le domande di permesso unico entro la fine del 2026, oltre alla tassa federale già esistente. Le multinazionali con programmi di mobilità intra-UE di grandi dimensioni dovranno affrontare costi di conformità più elevati e tempi di attesa più lunghi, mentre i reparti HR dovranno aggiornare previsioni di budget e politiche di assegnazione.
Per le imprese, il messaggio chiave è l’urgenza: rivedere i modelli di assunzione, mappare le catene di subappalto e iniziare subito a documentare gli sforzi per l’assunzione locale. Ignorare le nuove regole potrebbe comportare rifiuti di permessi, multe e rischi reputazionali non appena inizieranno i controlli.
Fonte: Fragomen Immigration Alert