
Intervenendo al Centro di Accoglienza e Assistenza di Pozuelo de Alarcón il 17 dicembre, alla vigilia della Giornata Internazionale del Migrante, la Ministra dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione Elma Saiz ha difeso con dati alla mano la politica spagnola di apertura all’immigrazione lavorativa. I lavoratori stranieri, ha sottolineato, rappresentano oggi il 12% dei contributori al sistema di sicurezza sociale e hanno coperto il 65% dei nuovi posti di lavoro netti creati nel 2025, compensando il calo della forza lavoro autoctona.
Saiz ha collegato il contributo fiscale positivo dei migranti alle sfide demografiche della Spagna: la fertilità resta a 1,3 figli per donna e entro il 2035 un terzo degli spagnoli avrà più di 65 anni. «Senza il talento straniero non possiamo sostenere pensioni, sanità e crescita a lungo termine», ha dichiarato a una platea di responsabili HR aziendali e operatori di ONG.
La ministra ha evidenziato alcune recenti modifiche normative rilevanti per i team di mobilità internazionale: i visti per chi cerca lavoro ora durano 12 mesi invece di 3; gli studenti internazionali possono lavorare fino a 30 ore settimanali; e nuovi percorsi di ‘arraigo formativo’ permettono ai residenti irregolari di regolarizzare la propria posizione tramite contratti di formazione professionale. A febbraio 2026 sarà lanciato un portale pilota per l’abbinamento delle competenze, in collaborazione con l’agenzia per l’impiego basca, che consentirà alle aziende spagnole di pre-assumere lavoratori ancora all’estero.
I datori di lavoro presenti, tra cui Inditex e Siemens Gamesa, hanno chiesto una digitalizzazione più rapida del processo per l’ottenimento del numero NIE. Saiz ha promesso che lo sportello unico online per l’immigrazione, a lungo atteso, entrerà in fase beta «prima dell’estate 2026». Le multinazionali che pianificano trasferimenti nel 2026 dovranno quindi prevedere tempi supplementari fino alla stabilizzazione del sistema.
Saiz ha collegato il contributo fiscale positivo dei migranti alle sfide demografiche della Spagna: la fertilità resta a 1,3 figli per donna e entro il 2035 un terzo degli spagnoli avrà più di 65 anni. «Senza il talento straniero non possiamo sostenere pensioni, sanità e crescita a lungo termine», ha dichiarato a una platea di responsabili HR aziendali e operatori di ONG.
La ministra ha evidenziato alcune recenti modifiche normative rilevanti per i team di mobilità internazionale: i visti per chi cerca lavoro ora durano 12 mesi invece di 3; gli studenti internazionali possono lavorare fino a 30 ore settimanali; e nuovi percorsi di ‘arraigo formativo’ permettono ai residenti irregolari di regolarizzare la propria posizione tramite contratti di formazione professionale. A febbraio 2026 sarà lanciato un portale pilota per l’abbinamento delle competenze, in collaborazione con l’agenzia per l’impiego basca, che consentirà alle aziende spagnole di pre-assumere lavoratori ancora all’estero.
I datori di lavoro presenti, tra cui Inditex e Siemens Gamesa, hanno chiesto una digitalizzazione più rapida del processo per l’ottenimento del numero NIE. Saiz ha promesso che lo sportello unico online per l’immigrazione, a lungo atteso, entrerà in fase beta «prima dell’estate 2026». Le multinazionali che pianificano trasferimenti nel 2026 dovranno quindi prevedere tempi supplementari fino alla stabilizzazione del sistema.
Fonte: Europa Press