
La Gazzetta Ufficiale di Spagna (BOE) ha pubblicato il 24 dicembre un Decreto Reale-Legge che conferma che l'attuale Salario Minimo Interprofessionale (SMI) di 1.184 € al mese (14 mensilità) resterà valido fino al 31 dicembre 2026.
Contesto e background
• Secondo la legge spagnola, l’SMI viene normalmente aggiornato ogni gennaio dopo consultazioni con sindacati e datori di lavoro.
• Le categorie di residenza per lavoratori da remoto, altamente qualificati e nomadi digitali ancorano le soglie di reddito a un multiplo dell’SMI (di solito il 200% per il richiedente principale e tra il 75% e il 25% per i familiari a carico). Il congelamento mantiene quindi stabili questi requisiti di reddito per i visti.
Perché il governo ha deciso di “mettere in pausa”
Il Ministero del Lavoro ha avviato a inizio mese trattative a tre parti, ma i sindacati chiedevano un aumento del 7,5%, i datori di lavoro il 1,5%, mentre gli esperti suggerivano un incremento tra il 3,1% e il 4,7%. Non trovando un accordo e con il bilancio nazionale 2026 ancora da definire, i ministri hanno scelto di prorogare la cifra attuale per garantire “certezza legale” mentre le negoziazioni proseguiranno nel nuovo anno.
Implicazioni per i programmi di mobilità globale
1. I richiedenti per nomadi digitali, Carta Blu UE, ricercatori e ICT potranno basare le prove di reddito 2026 sul valore attuale di 1.184 €, mantenendo la soglia per il richiedente principale intorno a 2.370-2.760 € al mese (a seconda delle prassi regionali).
2. Le missioni aziendali previste per inizio 2026 non subiranno aumenti salariali imprevisti, facilitando la pianificazione dei costi.
3. I team HR devono però segnalare che un aumento dell’SMI a metà anno è ancora possibile una volta concluse le trattative sociali; il decreto prevede espressamente un aumento retroattivo con effetto dal 1° gennaio 2026.
Cosa devono fare ora le aziende
• Verificare le domande di visto e residenza in corso per assicurarsi che le prove finanziarie corrispondano all’SMI congelato.
• Inserire clausole di contingenza nei budget delle missioni in caso di un eventuale aumento tardivo dell’SMI nel 2026.
• Informare i lavoratori da remoto che puntano alla via del nomade digitale in Spagna, così da permettere loro di completare rapidamente le pratiche.
Conclusione
Per almeno i prossimi mesi, le soglie salariali per l’immigrazione aziendale in Spagna rimangono bloccate. Questo crea una finestra temporanea di prevedibilità dei costi per datori di lavoro e talenti mobili, ma i responsabili della mobilità devono restare vigili per un possibile adeguamento a metà 2026, non appena riprenderanno le trattative politiche.
Contesto e background
• Secondo la legge spagnola, l’SMI viene normalmente aggiornato ogni gennaio dopo consultazioni con sindacati e datori di lavoro.
• Le categorie di residenza per lavoratori da remoto, altamente qualificati e nomadi digitali ancorano le soglie di reddito a un multiplo dell’SMI (di solito il 200% per il richiedente principale e tra il 75% e il 25% per i familiari a carico). Il congelamento mantiene quindi stabili questi requisiti di reddito per i visti.
Perché il governo ha deciso di “mettere in pausa”
Il Ministero del Lavoro ha avviato a inizio mese trattative a tre parti, ma i sindacati chiedevano un aumento del 7,5%, i datori di lavoro il 1,5%, mentre gli esperti suggerivano un incremento tra il 3,1% e il 4,7%. Non trovando un accordo e con il bilancio nazionale 2026 ancora da definire, i ministri hanno scelto di prorogare la cifra attuale per garantire “certezza legale” mentre le negoziazioni proseguiranno nel nuovo anno.
Implicazioni per i programmi di mobilità globale
1. I richiedenti per nomadi digitali, Carta Blu UE, ricercatori e ICT potranno basare le prove di reddito 2026 sul valore attuale di 1.184 €, mantenendo la soglia per il richiedente principale intorno a 2.370-2.760 € al mese (a seconda delle prassi regionali).
2. Le missioni aziendali previste per inizio 2026 non subiranno aumenti salariali imprevisti, facilitando la pianificazione dei costi.
3. I team HR devono però segnalare che un aumento dell’SMI a metà anno è ancora possibile una volta concluse le trattative sociali; il decreto prevede espressamente un aumento retroattivo con effetto dal 1° gennaio 2026.
Cosa devono fare ora le aziende
• Verificare le domande di visto e residenza in corso per assicurarsi che le prove finanziarie corrispondano all’SMI congelato.
• Inserire clausole di contingenza nei budget delle missioni in caso di un eventuale aumento tardivo dell’SMI nel 2026.
• Informare i lavoratori da remoto che puntano alla via del nomade digitale in Spagna, così da permettere loro di completare rapidamente le pratiche.
Conclusione
Per almeno i prossimi mesi, le soglie salariali per l’immigrazione aziendale in Spagna rimangono bloccate. Questo crea una finestra temporanea di prevedibilità dei costi per datori di lavoro e talenti mobili, ma i responsabili della mobilità devono restare vigili per un possibile adeguamento a metà 2026, non appena riprenderanno le trattative politiche.
Fonte: Investing.com / EFE
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