
Entro il primo pomeriggio del 30 dicembre, la situazione operativa è ulteriormente peggiorata, secondo un secondo monitoraggio di FlightAware. Sono stati registrati altri 1.746 ritardi e 82 cancellazioni in tutta Europa, portando il totale giornaliero vicino a 6.000 movimenti compromessi. Zurigo ha segnato ulteriori 78 ritardi, mentre Ginevra ne ha aggiunti 42, facendo scendere la puntualità sotto il 60%.
A differenza dell’ondata mattutina, i disagi pomeridiani sono stati causati meno dal maltempo e più dagli effetti a catena sulla rete: limiti di orario per il personale di volo, aerei spostati e piste di sghiacciamento sature hanno aggravato i problemi iniziali. Swiss International Air Lines ha attivato un protocollo di “recupero rapido”, cancellando alcune rotazioni a corto raggio per liberare velivoli destinati ai voli a lungo raggio. Ai passeggeri diretti a Francoforte, Milano e Vienna sono state offerte alternative ferroviarie o voucher per pernottamenti.
Le società di gestione viaggi (TMC) segnalano un aumento delle richieste di riprenotazione da parte di multinazionali con sede in Svizzera, in particolare nei settori farmaceutico e del commercio di materie prime, i cui dirigenti spesso viaggiano tra Zurigo, Londra e Amsterdam. Alcune aziende hanno rispolverato le strategie di lavoro da remoto adottate durante la pandemia, invitando il personale a preferire videoconferenze per evitare ulteriori disagi nei viaggi.
Anche le compagnie assicurative hanno preso nota. Helvetia, con sede a Zurigo, prevede un aumento delle richieste di risarcimento per ritardi di viaggio e ha ricordato agli assicurati che le clausole di “circostanze straordinarie” potrebbero limitare i pagamenti. Gli analisti stimano che un solo giorno di disagi in Europa costi a compagnie aeree e fornitori accessori oltre 30 milioni di euro tra costi per equipaggi, catering, diritti dei passeggeri e carburante.
Le autorità dell’aviazione svizzera stanno sollecitando l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ad accelerare l’implementazione della piattaforma Collaborative Decision-Making (CDM), prevista per il primo trimestre 2026. Lo strumento dovrebbe permettere a compagnie aeree, aeroporti e controllo del traffico aereo di condividere dati predittivi e allocare risorse in modo dinamico—capacità di cui la Svizzera ha urgente bisogno, come dimostrano i ritardi a catena di oggi.
A differenza dell’ondata mattutina, i disagi pomeridiani sono stati causati meno dal maltempo e più dagli effetti a catena sulla rete: limiti di orario per il personale di volo, aerei spostati e piste di sghiacciamento sature hanno aggravato i problemi iniziali. Swiss International Air Lines ha attivato un protocollo di “recupero rapido”, cancellando alcune rotazioni a corto raggio per liberare velivoli destinati ai voli a lungo raggio. Ai passeggeri diretti a Francoforte, Milano e Vienna sono state offerte alternative ferroviarie o voucher per pernottamenti.
Le società di gestione viaggi (TMC) segnalano un aumento delle richieste di riprenotazione da parte di multinazionali con sede in Svizzera, in particolare nei settori farmaceutico e del commercio di materie prime, i cui dirigenti spesso viaggiano tra Zurigo, Londra e Amsterdam. Alcune aziende hanno rispolverato le strategie di lavoro da remoto adottate durante la pandemia, invitando il personale a preferire videoconferenze per evitare ulteriori disagi nei viaggi.
Anche le compagnie assicurative hanno preso nota. Helvetia, con sede a Zurigo, prevede un aumento delle richieste di risarcimento per ritardi di viaggio e ha ricordato agli assicurati che le clausole di “circostanze straordinarie” potrebbero limitare i pagamenti. Gli analisti stimano che un solo giorno di disagi in Europa costi a compagnie aeree e fornitori accessori oltre 30 milioni di euro tra costi per equipaggi, catering, diritti dei passeggeri e carburante.
Le autorità dell’aviazione svizzera stanno sollecitando l’Ufficio federale dell’aviazione civile (UFAC) ad accelerare l’implementazione della piattaforma Collaborative Decision-Making (CDM), prevista per il primo trimestre 2026. Lo strumento dovrebbe permettere a compagnie aeree, aeroporti e controllo del traffico aereo di condividere dati predittivi e allocare risorse in modo dinamico—capacità di cui la Svizzera ha urgente bisogno, come dimostrano i ritardi a catena di oggi.
Fonte: Travel and Tour World
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