
Un nuovo obbligo di conformità è arrivato insieme ai fuochi d’artificio. Dal 1° gennaio 2026, ogni datore di lavoro tedesco che assume un cittadino di un paese terzo dall’estero dovrà, entro il primo giorno di lavoro, consegnare una comunicazione scritta che spieghi il diritto del lavoratore a una consulenza gratuita in materia di diritto del lavoro, come previsto dai nuovi §§ 45b/45c della Legge sulla Residenza. Un avviso legale di EY pubblicato l’8 gennaio ricorda alle aziende che la mancata consegna di queste informazioni potrebbe essere considerata un’infrazione amministrativa durante futuri controlli.
Questa norma accompagna il lancio su scala nazionale della rete di consulenza “Faire Integration”, finanziata dal Ministero del Lavoro, che offre supporto in più lingue su contratti, salari e assicurazioni sociali. Sebbene non siano ancora previste sanzioni esplicite, gli esperti di immigrazione avvertono che il mancato rispetto potrebbe compromettere il rinnovo dei permessi di lavoro o causare rilievi da parte degli ispettori del lavoro.
In pratica, i team HR dovranno aggiornare i pacchetti di onboarding, tradurre il modello di comunicazione e individuare il centro di consulenza più vicino per ogni sede. Le multinazionali sono invitate ad applicare la comunicazione in modo uniforme, anche ai trasferimenti intra-UE, per evitare controlli caso per caso.
L’obbligo si inserisce nelle più ampie riforme tedesche sull’immigrazione qualificata: il nuovo sistema a punti della “Opportunity Card” (Chancenkarte) e le soglie semplificate per la Blue Card mirano ad attrarre talenti, ma i legislatori vogliono garantire tutele contro lo sfruttamento.
I responsabili della mobilità globale dovrebbero collaborare con i consulenti legali per integrare la comunicazione negli allegati contrattuali e monitorare elettronicamente le conferme di ricezione, assicurando così documentazione pronta per eventuali controlli e rinnovi dei visti.
Questa norma accompagna il lancio su scala nazionale della rete di consulenza “Faire Integration”, finanziata dal Ministero del Lavoro, che offre supporto in più lingue su contratti, salari e assicurazioni sociali. Sebbene non siano ancora previste sanzioni esplicite, gli esperti di immigrazione avvertono che il mancato rispetto potrebbe compromettere il rinnovo dei permessi di lavoro o causare rilievi da parte degli ispettori del lavoro.
In pratica, i team HR dovranno aggiornare i pacchetti di onboarding, tradurre il modello di comunicazione e individuare il centro di consulenza più vicino per ogni sede. Le multinazionali sono invitate ad applicare la comunicazione in modo uniforme, anche ai trasferimenti intra-UE, per evitare controlli caso per caso.
L’obbligo si inserisce nelle più ampie riforme tedesche sull’immigrazione qualificata: il nuovo sistema a punti della “Opportunity Card” (Chancenkarte) e le soglie semplificate per la Blue Card mirano ad attrarre talenti, ma i legislatori vogliono garantire tutele contro lo sfruttamento.
I responsabili della mobilità globale dovrebbero collaborare con i consulenti legali per integrare la comunicazione negli allegati contrattuali e monitorare elettronicamente le conferme di ricezione, assicurando così documentazione pronta per eventuali controlli e rinnovi dei visti.
Fonte: EY Germany
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