
Un nuovo disegno di legge che smantellerebbe il quadro giuridico straordinario creato per i rifugiati ucraini nel marzo 2022 è stato adottato dal Consiglio dei Ministri polacco il 20 gennaio e presentato al parlamento il 22 gennaio. L’Aggiornamento Legale del Settore Protezione dell’UNHCR del 26 gennaio conferma che la normativa mira a integrare le disposizioni di protezione temporanea nella legge ordinaria polacca sugli stranieri del 2003, allineando così le regole nazionali alla Direttiva UE sulla Protezione Temporanea.
Se approvata – già dal 4 marzo 2026 – i cittadini ucraini passeranno da uno status quasi-cittadino a un modello di integrazione standard, simile a quello previsto per altri cittadini di paesi terzi. L’accesso a prestazioni sociali, assistenza sanitaria e supporto al mercato del lavoro sarà uniformato, con un possibile risparmio per le finanze pubbliche polacche, ma con un aumento degli obblighi di conformità per i datori di lavoro di personale ucraino.
Le ONG per i diritti umani hanno esortato i legislatori a prevedere periodi di transizione chiari e a mantenere la flessibilità nel mercato del lavoro, avvertendo che cambiamenti bruschi potrebbero spingere decine di migliaia di ucraini in una condizione di irregolarità. Per le multinazionali, il disegno di legge potrebbe tradursi in nuove procedure per l’autorizzazione al lavoro o per il rinnovo dei permessi di soggiorno per i lavoratori ucraini che attualmente beneficiano delle disposizioni semplificate della Legge Speciale.
I team di mobilità aziendale dovrebbero iniziare a mappare le popolazioni di dipendenti coinvolte, prevedere budget per eventuali costi di rifilatura delle pratiche e monitorare i regolamenti attuativi che chiariranno le tempistiche documentali. Un coinvolgimento precoce degli stakeholder – con fornitori di servizi paghe, risorse umane locali e consulenti esterni – sarà fondamentale per evitare interruzioni nella regolarità del soggiorno e del permesso di lavoro una volta che il regime speciale sarà terminato.
Se approvata – già dal 4 marzo 2026 – i cittadini ucraini passeranno da uno status quasi-cittadino a un modello di integrazione standard, simile a quello previsto per altri cittadini di paesi terzi. L’accesso a prestazioni sociali, assistenza sanitaria e supporto al mercato del lavoro sarà uniformato, con un possibile risparmio per le finanze pubbliche polacche, ma con un aumento degli obblighi di conformità per i datori di lavoro di personale ucraino.
Le ONG per i diritti umani hanno esortato i legislatori a prevedere periodi di transizione chiari e a mantenere la flessibilità nel mercato del lavoro, avvertendo che cambiamenti bruschi potrebbero spingere decine di migliaia di ucraini in una condizione di irregolarità. Per le multinazionali, il disegno di legge potrebbe tradursi in nuove procedure per l’autorizzazione al lavoro o per il rinnovo dei permessi di soggiorno per i lavoratori ucraini che attualmente beneficiano delle disposizioni semplificate della Legge Speciale.
I team di mobilità aziendale dovrebbero iniziare a mappare le popolazioni di dipendenti coinvolte, prevedere budget per eventuali costi di rifilatura delle pratiche e monitorare i regolamenti attuativi che chiariranno le tempistiche documentali. Un coinvolgimento precoce degli stakeholder – con fornitori di servizi paghe, risorse umane locali e consulenti esterni – sarà fondamentale per evitare interruzioni nella regolarità del soggiorno e del permesso di lavoro una volta che il regime speciale sarà terminato.