
Il governo polacco ha compiuto il primo passo formale verso la fine del regime giuridico straordinario applicato ai cittadini ucraini dall’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022. Il 23 gennaio 2026 il Ministero dell’Interno ha pubblicato un disegno di legge che abroga ampie sezioni della Legge Speciale sull’Assistenza ai Cittadini Ucraini. Attualmente, questa legge garantisce agli ucraini diritti quasi equivalenti a quelli dei cittadini polacchi, inclusi ingresso senza visto, autorizzazione immediata al lavoro, benefici economici e accesso illimitato all’assistenza sanitaria pubblica.
Secondo la proposta, la maggior parte delle misure preferenziali verrebbe sostituita da un “percorso di integrazione” standard, allineato alla normativa generale sugli stranieri in Polonia. Gli ucraini potranno ancora lavorare senza test di mercato del lavoro previa notifica all’ufficio del lavoro, ma i benefici familiari (come l’apprezzato assegno “800+” per i figli) diventeranno condizionati all’impiego o alla ricerca attiva di lavoro da parte dei genitori. L’alloggio gratuito nei centri collettivi sarà riservato ai gruppi vulnerabili, mentre i rifugiati adulti al di fuori di tali categorie dovranno contribuire alle spese abitative dopo un periodo di transizione iniziale.
Se il disegno di legge sarà approvato dal Parlamento senza modifiche, la fase di uscita inizierà il 5 marzo 2026, data in cui la protezione temporanea prevista dalla decisione del Consiglio UE dovrebbe scadere. Le autorità sottolineano che nessuno sarà costretto a lasciare il Paese; gli ucraini saranno invece incoraggiati a passare a permessi di soggiorno ordinari (per lavoro, studio o famiglia) o a richiedere lo status di residente di lungo periodo UE, se ne soddisfano i requisiti. Il disegno di legge introduce inoltre un permesso di soggiorno unico biennale per chi non può subito soddisfare i requisiti ordinari, offrendo un periodo ponte ai datori di lavoro per regolarizzare il personale chiave.
Le implicazioni per i responsabili della mobilità internazionale sono rilevanti. I team HR devono verificare la situazione di ogni assegnato ucraino e dei suoi familiari a carico, assicurandosi che dispongano di un titolo di soggiorno adeguato dopo marzo 2026. I reparti paghe devono prepararsi alla possibilità che alcuni assegnati perdano i benefici familiari della sicurezza sociale, con impatti sul calcolo del netto. Le aziende che forniscono alloggio potrebbero vedere aumentare le proprie responsabilità se i centri statali riducono la capacità. Infine, le strategie di talent acquisition potrebbero dover essere riviste se alcuni ucraini decidessero di trasferirsi in altri Paesi UE con supporti più favorevoli.
Sebbene il disegno di legge debba ancora essere approvato da entrambe le camere del Parlamento e dal Presidente, fonti del Ministero dell’Interno prevedono un iter accelerato a febbraio. Le multinazionali dovrebbero quindi iniziare subito a pianificare scenari alternativi, senza attendere l’entrata in vigore del testo definitivo.
Secondo la proposta, la maggior parte delle misure preferenziali verrebbe sostituita da un “percorso di integrazione” standard, allineato alla normativa generale sugli stranieri in Polonia. Gli ucraini potranno ancora lavorare senza test di mercato del lavoro previa notifica all’ufficio del lavoro, ma i benefici familiari (come l’apprezzato assegno “800+” per i figli) diventeranno condizionati all’impiego o alla ricerca attiva di lavoro da parte dei genitori. L’alloggio gratuito nei centri collettivi sarà riservato ai gruppi vulnerabili, mentre i rifugiati adulti al di fuori di tali categorie dovranno contribuire alle spese abitative dopo un periodo di transizione iniziale.
Se il disegno di legge sarà approvato dal Parlamento senza modifiche, la fase di uscita inizierà il 5 marzo 2026, data in cui la protezione temporanea prevista dalla decisione del Consiglio UE dovrebbe scadere. Le autorità sottolineano che nessuno sarà costretto a lasciare il Paese; gli ucraini saranno invece incoraggiati a passare a permessi di soggiorno ordinari (per lavoro, studio o famiglia) o a richiedere lo status di residente di lungo periodo UE, se ne soddisfano i requisiti. Il disegno di legge introduce inoltre un permesso di soggiorno unico biennale per chi non può subito soddisfare i requisiti ordinari, offrendo un periodo ponte ai datori di lavoro per regolarizzare il personale chiave.
Le implicazioni per i responsabili della mobilità internazionale sono rilevanti. I team HR devono verificare la situazione di ogni assegnato ucraino e dei suoi familiari a carico, assicurandosi che dispongano di un titolo di soggiorno adeguato dopo marzo 2026. I reparti paghe devono prepararsi alla possibilità che alcuni assegnati perdano i benefici familiari della sicurezza sociale, con impatti sul calcolo del netto. Le aziende che forniscono alloggio potrebbero vedere aumentare le proprie responsabilità se i centri statali riducono la capacità. Infine, le strategie di talent acquisition potrebbero dover essere riviste se alcuni ucraini decidessero di trasferirsi in altri Paesi UE con supporti più favorevoli.
Sebbene il disegno di legge debba ancora essere approvato da entrambe le camere del Parlamento e dal Presidente, fonti del Ministero dell’Interno prevedono un iter accelerato a febbraio. Le multinazionali dovrebbero quindi iniziare subito a pianificare scenari alternativi, senza attendere l’entrata in vigore del testo definitivo.
Fonte: TFIGlobal
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