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Le code all’aeroporto di Ginevra costringe l’UE a rallentare l’introduzione del sistema biometrico di ingresso/uscita

feb 7, 2026
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Le code all’aeroporto di Ginevra costringe l’UE a rallentare l’introduzione del sistema biometrico di ingresso/uscita
L’aeroporto di Ginevra Cointrin ha fornito la prima prova concreta che il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Europa non è ancora pronto per l’uso su larga scala. Sabato mattina, i viaggiatori in arrivo con voli a lungo raggio si sono trovati in code che si snodavano per centinaia di metri nel terminal arrivi. Con l’EES, ogni cittadino di paesi terzi deve fornire quattro impronte digitali, un’immagine facciale in tempo reale e una scansione completa del passaporto al primo ingresso. La procedura dovrebbe sostituire la timbratura manuale del passaporto e velocizzare i controlli, ma i primi utilizzatori segnalano l’effetto opposto.

Secondo la rivista specializzata in biometria Identity Week, solo circa il 35% dei posti di controllo alle frontiere esterne dell’UE ha attivato il sistema dal lancio di ottobre 2025. L’esperienza di Ginevra è diventata l’emblema dei problemi iniziali: nelle ore di punta le code hanno raggiunto le tre ore, nonostante l’aeroporto operi ancora con un “soft-launch” che limita il passaggio ai nuovi chioschi a un terzo dei passeggeri idonei. L’Ufficio federale per la dogana e la sicurezza dei confini (FOCBS) ha dovuto riassegnare agenti da compiti doganali ordinari, mentre l’aeroporto ha assunto 40 operatori temporanei solo per gestire i flussi di passeggeri.

Le code all’aeroporto di Ginevra costringe l’UE a rallentare l’introduzione del sistema biometrico di ingresso/uscita


Temendo un blocco a livello continentale quando il limite sarà rimosso il 10 aprile, il gruppo aeroportuale ACI Europe e l’associazione britannica ABTA hanno chiesto alla Commissione Europea di concedere maggiore flessibilità agli Stati membri. I portavoce della Commissione hanno dichiarato ai giornalisti che le regole già prevedono la sospensione dell’EES durante “picchi eccezionali”, ma i leader del settore chiedono che questa deroga venga formalizzata e armonizzata prima della stagione estiva più intensa. La direzione dell’aeroporto di Ginevra appoggia la richiesta, sottolineando che i tre aeroporti esterni Schengen della Svizzera — Zurigo, Ginevra e Basilea — dovranno registrare ogni viaggiatore non UE durante luglio e agosto, il culmine delle stagioni turistiche alpine e intercontinentali.

Per i responsabili della mobilità aziendale la preoccupazione immediata è la prevedibilità. Le multinazionali con sede in Svizzera hanno riferito a Identity Week di consigliare ai dipendenti di aggiungere 60-90 minuti al tempo di viaggio ogni volta che si tratta di un primo ingresso post-EES. Le politiche di viaggio vengono aggiornate per coprire eventuali coincidenze perse e per consentire il pagamento di canali prioritari dove disponibili. Alcune aziende stanno valutando rotte alternative via Monaco o Vienna — aeroporti che non hanno ancora attivato i chioschi — se il personale critico deve ridurre i tempi di trasferimento.

L’esperienza svizzera mette in luce anche un problema strategico più ampio: il personale. A differenza dei varchi automatizzati per passaporti, i chioschi EES non possono essere lasciati incustoditi; gli agenti devono essere presenti per verificare i dati biometrici dei minori e risolvere eventuali errori. Il FOCBS stima che a Zurigo saranno necessari almeno 120 agenti di frontiera aggiuntivi una volta scattata la scadenza definitiva. I tempi di reclutamento fanno prevedere che la maggior parte dei nuovi assunti sarà operativa solo dopo la fine del calendario estivo 2026, aumentando il rischio di congestioni continue a meno che Bruxelles non conceda una deroga. Per ora, ai viaggiatori si consiglia di arrivare in anticipo, completare la preregistrazione digitale dove disponibile e mantenere flessibilità negli itinerari.
Fonte: Identity Week

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