
Un'inchiesta pubblicata dal Times of India l'11 febbraio mette in luce un crescente problema di conformità per i cittadini indiani bloccati da lunghi ritardi nel rilascio del visto H-1B. Con gli appuntamenti per i colloqui presso i consolati USA spesso spostati fino alla fine del 2026, migliaia di lavoratori tornati in patria per una breve vacanza si trovano ora a lavorare da remoto dall’India per mesi.
Oltre ai problemi di immigrazione, i lunghi periodi di lavoro dall’India possono comportare rischi legati alla stabile organizzazione e alla ritenuta fiscale per i datori di lavoro statunitensi. Secondo la normativa fiscale indiana, il reddito derivante da servizi svolti in India è tassabile in India, anche se il pagamento avviene su un conto bancario USA. L’accordo bilaterale India-USA per evitare la doppia imposizione offre sollievo solo se il dipendente trascorre meno di 183 giorni in India nell’anno fiscale e lo stipendio non è a carico di un’entità indiana.
I commercialisti intervistati avvertono che molte aziende tecnologiche ignorano l’obbligo di registrarsi presso le autorità fiscali indiane, gestire una busta paga locale e applicare la ritenuta alla fonte una volta superata la soglia dei 183 giorni. Possono inoltre sorgere obblighi contributivi per la sicurezza sociale e assicurazioni statali. I lavoratori che trascurano la questione rischiano doppia imposizione o sanzioni in caso di futuri controlli fiscali.
Il ritardo è causato da una combinazione di domanda post-pandemica, carenza di personale nelle missioni USA e nuove regole di verifica sui social media in vigore da dicembre 2025. Gli esperti consigliano alle aziende di monitorare la posizione fisica dei dipendenti bloccati, tenere traccia dei giorni lavorati e valutare brevi distacchi presso affiliate indiane per mantenere la conformità.
Oltre ai problemi di immigrazione, i lunghi periodi di lavoro dall’India possono comportare rischi legati alla stabile organizzazione e alla ritenuta fiscale per i datori di lavoro statunitensi. Secondo la normativa fiscale indiana, il reddito derivante da servizi svolti in India è tassabile in India, anche se il pagamento avviene su un conto bancario USA. L’accordo bilaterale India-USA per evitare la doppia imposizione offre sollievo solo se il dipendente trascorre meno di 183 giorni in India nell’anno fiscale e lo stipendio non è a carico di un’entità indiana.
I commercialisti intervistati avvertono che molte aziende tecnologiche ignorano l’obbligo di registrarsi presso le autorità fiscali indiane, gestire una busta paga locale e applicare la ritenuta alla fonte una volta superata la soglia dei 183 giorni. Possono inoltre sorgere obblighi contributivi per la sicurezza sociale e assicurazioni statali. I lavoratori che trascurano la questione rischiano doppia imposizione o sanzioni in caso di futuri controlli fiscali.
Il ritardo è causato da una combinazione di domanda post-pandemica, carenza di personale nelle missioni USA e nuove regole di verifica sui social media in vigore da dicembre 2025. Gli esperti consigliano alle aziende di monitorare la posizione fisica dei dipendenti bloccati, tenere traccia dei giorni lavorati e valutare brevi distacchi presso affiliate indiane per mantenere la conformità.
Fonte: The Times of India
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