
Il Ministero dell’Interno del Regno Unito ha aperto il primo sorteggio 2026 per il programma India Young Professionals Scheme (IYPS). Dal 17 al 19 febbraio, i cittadini indiani tra i 18 e i 30 anni, in possesso di una laurea e con almeno £2.530 di risparmi, possono registrarsi gratuitamente per uno dei 3.000 posti disponibili. I candidati selezionati riceveranno un invito a richiedere un visto biennale che consente di lavorare, studiare e entrare più volte nel Regno Unito, replicando sostanzialmente il percorso Youth Mobility britannico, ma in un accordo reciproco e a numero chiuso, negoziato nell’ambito del partenariato UK–India per la migrazione e la mobilità.
A differenza dei percorsi lavorativi basati su punti, l’IYPS non richiede il patrocinio di un datore di lavoro né un salario minimo. Questa flessibilità lo rende particolarmente attraente per i laureati che desiderano acquisire esperienza nel Regno Unito prima di tornare nei settori tecnologico, della consulenza e delle start-up in forte crescita in India. Secondo le statistiche del Ministero dell’Interno, il 96% dei partecipanti del 2025 ha trovato un impiego qualificato entro sei mesi, con lo sviluppo software, le scienze della vita e il fintech come principali settori di destinazione.
Per le aziende britanniche, il programma rappresenta un canale rapido per accedere a talenti STEM altamente qualificati con un minimo impegno amministrativo. Tuttavia, i responsabili della mobilità globale devono considerare alcuni aspetti di conformità: i titolari di IYPS non possono portare familiari a carico, devono pagare il contributo sanitario per l’immigrazione (£776 all’anno) e sono limitati a un massimo di due anni complessivi. Al termine di questo periodo, devono passare a un’altra categoria di visto – solitamente Skilled Worker – o lasciare il Paese.
Le autorità indiane vedono il programma come uno strumento di circolazione delle competenze. I partecipanti mantengono forti legami con l’India e spesso rientrano con competenze aggiornate e reti professionali ampliate. La popolarità del sorteggio – oltre 38.000 domande per 3.000 posti lo scorso anno – evidenzia una forte domanda di percorsi di mobilità a breve termine e flessibili.
Le aziende che reclutano nelle università indiane dovrebbero segnalare immediatamente le date del sorteggio ai candidati idonei. L’esperienza dimostra che chi ottiene un posto ma perde la finestra di 30 giorni per la domanda di visto rischia di perdere il proprio slot. I team HR potrebbero inoltre valutare di organizzare lotterie interne se più divisioni sono interessate a sponsorizzare lo stesso candidato, vista la limitazione dei posti disponibili.
A differenza dei percorsi lavorativi basati su punti, l’IYPS non richiede il patrocinio di un datore di lavoro né un salario minimo. Questa flessibilità lo rende particolarmente attraente per i laureati che desiderano acquisire esperienza nel Regno Unito prima di tornare nei settori tecnologico, della consulenza e delle start-up in forte crescita in India. Secondo le statistiche del Ministero dell’Interno, il 96% dei partecipanti del 2025 ha trovato un impiego qualificato entro sei mesi, con lo sviluppo software, le scienze della vita e il fintech come principali settori di destinazione.
Per le aziende britanniche, il programma rappresenta un canale rapido per accedere a talenti STEM altamente qualificati con un minimo impegno amministrativo. Tuttavia, i responsabili della mobilità globale devono considerare alcuni aspetti di conformità: i titolari di IYPS non possono portare familiari a carico, devono pagare il contributo sanitario per l’immigrazione (£776 all’anno) e sono limitati a un massimo di due anni complessivi. Al termine di questo periodo, devono passare a un’altra categoria di visto – solitamente Skilled Worker – o lasciare il Paese.
Le autorità indiane vedono il programma come uno strumento di circolazione delle competenze. I partecipanti mantengono forti legami con l’India e spesso rientrano con competenze aggiornate e reti professionali ampliate. La popolarità del sorteggio – oltre 38.000 domande per 3.000 posti lo scorso anno – evidenzia una forte domanda di percorsi di mobilità a breve termine e flessibili.
Le aziende che reclutano nelle università indiane dovrebbero segnalare immediatamente le date del sorteggio ai candidati idonei. L’esperienza dimostra che chi ottiene un posto ma perde la finestra di 30 giorni per la domanda di visto rischia di perdere il proprio slot. I team HR potrebbero inoltre valutare di organizzare lotterie interne se più divisioni sono interessate a sponsorizzare lo stesso candidato, vista la limitazione dei posti disponibili.
Fonte: The Economic Times