
Il Ministero delle Risorse Umane ed Emiratizzazione degli Emirati Arabi Uniti ha riaffermato le linee guida sui diritti salariali durante il Ramadan, ricordando ai datori di lavoro del settore privato che le ore lavorate oltre la riduzione giornaliera di due ore devono essere retribuite con straordinari obbligatori. Secondo la Decisione del Consiglio dei Ministri n. 1 del 2022 (che attua il Decreto-Legge Federale 33 del 2021), il personale che lavora oltre l’orario ridotto previsto per il Ramadan deve ricevere un aumento del 25% sulla paga, che sale al 50% se il lavoro si svolge tra le 22:00 e le 4:00.
La precisazione, pubblicata il 19 febbraio, arriva mentre le aziende nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità e della gestione delle strutture stanno definendo i turni in vista del digiuno. Il mancato rispetto delle norme può comportare multe fino a 50.000 AED e la sospensione dall’e-system del MOHRE, che bloccherebbe il rilascio di nuovi permessi di lavoro.
Per i team di mobilità internazionale, questo avviso è importante perché il Ramadan spesso coincide con l’avvio di progetti e scadenze di audit, periodi in cui il personale espatriato può essere sollecitato a lavorare più ore. Si consiglia alle aziende di includere eventuali eccezioni nelle lettere di incarico, registrare gli straordinari nel sistema di protezione salariale e prevedere nel budget di marzo i costi maggiori per le ore extra.
Le regole si applicano a tutti i dipendenti, indipendentemente dalla religione, anche se i dirigenti con contratti “all-inclusive” possono essere esentati dagli straordinari se la loro retribuzione complessiva tiene conto delle ore supplementari. In pratica, la maggior parte delle multinazionali preferisce applicare l’aumento previsto per legge per garantire equità e tutelare la propria reputazione.
La precisazione, pubblicata il 19 febbraio, arriva mentre le aziende nei settori dell’edilizia, dell’ospitalità e della gestione delle strutture stanno definendo i turni in vista del digiuno. Il mancato rispetto delle norme può comportare multe fino a 50.000 AED e la sospensione dall’e-system del MOHRE, che bloccherebbe il rilascio di nuovi permessi di lavoro.
Per i team di mobilità internazionale, questo avviso è importante perché il Ramadan spesso coincide con l’avvio di progetti e scadenze di audit, periodi in cui il personale espatriato può essere sollecitato a lavorare più ore. Si consiglia alle aziende di includere eventuali eccezioni nelle lettere di incarico, registrare gli straordinari nel sistema di protezione salariale e prevedere nel budget di marzo i costi maggiori per le ore extra.
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