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I lavoratori frontalieri Italia-Svizzera possono fare smart working fino al 25% senza perdere lo status fiscale di frontalieri

feb 23, 2026
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I lavoratori frontalieri Italia-Svizzera possono fare smart working fino al 25% senza perdere lo status fiscale di frontalieri
Un protocollo molto atteso che modifica l’Accordo Italia-Svizzera del 2020 sulla tassazione dei lavoratori frontalieri è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale italiana il 19 gennaio 2026 ed è stato riportato dalla stampa specializzata in viaggi di lavoro il 22 febbraio. Il portale italiano sulla mobilità Missionline riferisce che, una volta scambiati gli strumenti di ratifica, i frontalieri potranno svolgere fino al 25% del loro orario lavorativo annuale da casa, nel loro stato di residenza, senza perdere lo status privilegiato di lavoratore frontaliero.

Secondo le regole precedenti, qualsiasi lavoro da remoto significativo comportava la perdita dello status di frontaliere, esponendo i lavoratori a una doppia tassazione completa e obbligando le aziende a gestire due buste paga parallele. La nuova soglia del 25% introduce una certezza giuridica molto attesa in una realtà di lavoro ibrido ormai diffusa durante la pandemia, ma finora basata su indicazioni temporanee e non vincolanti.

Elemento fondamentale del protocollo è anche la conferma che i frontalieri possono assentarsi dal rientro quotidiano fino a 45 giorni lavorativi all’anno per motivi di lavoro, un aspetto cruciale per consulenti e tecnici che operano oltre la zona di confine. Dal punto di vista aziendale, i team HR e payroll dovranno implementare sistemi di tracciamento del tempo per dimostrare il rispetto della soglia del 25% e del limite dei 45 giorni di trasferta.

I lavoratori frontalieri Italia-Svizzera possono fare smart working fino al 25% senza perdere lo status fiscale di frontalieri


I direttori fiscali accolgono con favore la possibilità di mantenere personale altamente qualificato nei distretti lacuali italiani o in Ticino, continuando a servire datori di lavoro oltre confine. Le aziende con politiche di smart working possono ora formalizzare accordi ibridi nei contratti di lavoro senza rischiare oneri previdenziali imprevisti per nessuna delle due parti.

Per i lavoratori distaccati e le loro famiglie, la novità significa meno spostamenti, costi di trasporto ridotti e un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro. Le regioni di confine, già alle prese con la carenza di abitazioni, prevedono che la misura allevierà la pressione su strade e ferrovie nelle ore di punta. I cantoni Ticino e Grigioni, dove oltre 80.000 residenti italiani attraversano quotidianamente il confine, hanno accolto con favore la chiarificazione, mentre le associazioni imprenditoriali italiane la considerano una condizione essenziale per trattenere i talenti nelle province di confine.

Sebbene le modifiche legali abbiano effetto retroattivo dal 1° gennaio 2024, gli esperti consigliano di raccogliere prove dei giorni lavorati all’estero nel biennio 2024-25 in vista di eventuali controlli futuri. Entrambi i governi devono ancora completare le rispettive notifiche interne prima che il protocollo entri formalmente in vigore, ma gli operatori concordano sul fatto che il testo fornisce una base giuridica sufficiente per consentire alle aziende di agire fin da ora.
Fonte: Missionline

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