
AMSTERDAM / BERLINO – Un avviso congiunto di KPMG Global Mobility, pubblicato il 10 marzo 2026, conferma che il protocollo di modifica al trattato contro la doppia imposizione tra Paesi Bassi e Germania è ora in vigore e si applica retroattivamente dal 1° gennaio 2026. Secondo il nuovo articolo 13(5-bis), se un lavoratore transfrontaliero residente in uno Stato lavora da casa in quello Stato per non più di 34 giorni all’anno solare, la retribuzione relativa a tali giorni resta tassabile esclusivamente nello Stato del datore di lavoro. Per considerare valido un giorno, è necessario che venga svolto almeno mezz’ora di lavoro dalla sede domestica. La norma si applica sia al personale del settore pubblico che privato. Per i datori di lavoro tedeschi con un consistente numero di pendolari olandesi, soprattutto nella regione della Renania Settentrionale-Vestfalia, ciò elimina i complessi calcoli di buste paga frazionate che si rendevano necessari quando il personale lavorava da casa in modo sporadico. Tuttavia, i responsabili delle paghe devono implementare strumenti di monitoraggio dei giorni per assicurarsi che il limite di 34 giorni non venga superato; eventuali giorni in eccesso saranno tassati secondo le regole basate sulla localizzazione fisica. Il protocollo include inoltre una dichiarazione d’intenti di rivedere la soglia dopo un anno, con la possibilità di un aumento fino a 60 giorni qualora la gestione si dimostri sostenibile. Gli specialisti della mobilità devono aggiornare le lettere di incarico, i codici HRIS e le notifiche per i lavoratori distaccati per riflettere il nuovo approccio alla determinazione della fonte di reddito. I dipendenti devono conservare prove, come i log di accesso VPN, per giustificare il conteggio dei giorni in caso di controlli fiscali tedeschi o olandesi. Infine, l’avviso raccomanda ai programmi di mobilità aziendale di comunicare tempestivamente le modifiche: errori riscontrati durante il ciclo di verifica delle imposte sul lavoro tedesco del 2026 potrebbero comportare interessi e sanzioni retroattivi al 1° gennaio.
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