
Il Ministero dell'Interno ceco ha confermato di star preparando una modifica alla legge sulla residenza degli stranieri che renderà molto più difficile per i titolari dello status di “protezione temporanea” — concesso agli ucraini in fuga dall'invasione russa — trasformare tale status in una residenza a lungo termine o permanente. Secondo la proposta, gli ucraini arrivati dopo febbraio 2022 dovranno, a partire dalla metà del 2027, dimostrare almeno due anni di soggiorno legale continuativo, una conoscenza della lingua ceca a livello A2, l'assenza di debiti verso il sistema sanitario o l'autorità fiscale, e la prova di un impiego stabile a tempo pieno con una retribuzione pari ad almeno 1,2 volte la media nazionale. Anche i figli nati in Repubblica Ceca da genitori con protezione temporanea perderanno il diritto automatico alla residenza permanente al raggiungimento della maggiore età, a meno che i genitori non soddisfino i nuovi requisiti di reddito e lingua. Il ministro dell’Interno Lubomír Metnar ha definito questa svolta come un “passaggio dall’assistenza umanitaria all’integrazione nel mercato del lavoro”, sostenendo che i generosi sussidi sociali sono diventati un fattore di attrazione in un momento in cui le strutture di accoglienza sono al limite e il mercato del lavoro ceco è sotto accusa per dumping salariale. I datori di lavoro, soprattutto nei settori manifatturiero e logistico, temono che le regole più rigide possano restringere ulteriormente un bacino di lavoratori già scarso. La Confederazione dell’Industria ha chiesto un periodo di transizione di sei mesi per permettere alle aziende di trasformare i contratti degli attuali lavoratori interinali in contratti diretti e organizzare corsi di lingua sovvenzionati. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che la modifica eliminerebbe l’attuale percorso accelerato per ottenere la carta di soggiorno permanente dopo cinque anni, indirizzando invece gli ucraini verso la procedura standard riservata agli altri cittadini di paesi terzi, che richiede normalmente cinque anni di soggiorno legale continuativo con visti o permessi a lungo termine, un esame di lingua ceca e un test di integrazione. Le ONG che lavorano con i rifugiati avvertono che migliaia di persone potrebbero ritrovarsi in situazione irregolare se non superano l’esame di lingua o perdono il lavoro, alimentando così il rischio di un mercato del lavoro sommerso e di traffico di esseri umani. Il disegno di legge dovrebbe arrivare in Parlamento a maggio, lasciando poco tempo a imprese e amministrazioni locali per adeguarsi. I responsabili della mobilità globale dovrebbero quindi verificare la situazione dei lavoratori ucraini assegnati, prevedere budget per salari più elevati e valutare corsi di lingua sponsorizzati dall’azienda. Le imprese che si affidano a lavoratori interinali ucraini potrebbero inoltre considerare di trasformare i loro contratti in rapporti diretti per trattenere il personale una volta entrata in vigore la modifica.
Fonte: Ukrinform
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