
La tanto attesa normativa della Federal Motor Carrier Safety Administration (FMCSA) sui Commercial Driver’s Licence (CDL) per conducenti non domiciliati è entrata in vigore il 16 marzo, introducendo controlli più rigorosi sull’identità e sullo status migratorio per i cittadini stranieri che guidano veicoli commerciali negli Stati Uniti. Gli stati che non rispettano i requisiti di sicurezza previsti dalla norma devono sospendere il rilascio di CDL non domiciliati fino a quando non dimostrano la conformità. Le principali novità includono la verifica elettronica obbligatoria dell’autorizzazione al lavoro tramite i database del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) e un limite di validità della patente di 180 giorni, correlato alla scadenza del visto. La norma vieta inoltre il rilascio di permessi di guida per apprendisti a chi non dimostra la presenza legale nel paese.
Le aziende di trasporto che impiegano autisti transfrontalieri, in particolare provenienti da Messico e Canada, devono ora rispettare nuovi obblighi di registrazione e rischiano interruzioni del servizio in caso di scadenza delle patenti. Associazioni di categoria come l’American Trucking Associations segnalano che il tempismo è problematico, in un contesto di carenza di autisti che supera già le 80.000 unità a livello nazionale. Le imprese che trasportano merci sensibili al fattore tempo dalle maquiladoras messicane riferiscono che alcuni autisti sono stati bloccati in attesa del rinnovo dei documenti di autorizzazione al lavoro, con conseguenti costi aggiuntivi per il reindirizzamento tramite conducenti domiciliati negli USA.
I consulenti legali raccomandano di effettuare subito un audit dei fascicoli degli autisti e di programmare per tempo il rinnovo dei visti H-2B o TN, quando possibile. Le aziende che si affidano a conducenti stagionali temporanei per le esportazioni agricole potrebbero dover ricorrere a fornitori logistici terzi o spostare i carichi su rotaia fino a quando gli stati non smaltiranno gli arretrati. Sul lungo termine, la norma potrebbe accelerare l’adozione di programmi pilota di camion autonomi, mentre le aziende cercano di ridurre la dipendenza da autisti umani soggetti a vincoli migratori.
Poiché i titolari di CDL spesso viaggiano tra stati diversi, i dipartimenti di mobilità globale e viaggi aziendali dovrebbero coordinarsi con le operazioni di flotta per garantire che gli autisti bloccati abbiano alloggi e copertura medica validi durante l’attesa dei documenti. La mancata pianificazione potrebbe esporre le aziende a sanzioni secondo le normative di sicurezza del DOT e a controlli del DHS sull’applicazione delle norme nei luoghi di lavoro.
Le aziende di trasporto che impiegano autisti transfrontalieri, in particolare provenienti da Messico e Canada, devono ora rispettare nuovi obblighi di registrazione e rischiano interruzioni del servizio in caso di scadenza delle patenti. Associazioni di categoria come l’American Trucking Associations segnalano che il tempismo è problematico, in un contesto di carenza di autisti che supera già le 80.000 unità a livello nazionale. Le imprese che trasportano merci sensibili al fattore tempo dalle maquiladoras messicane riferiscono che alcuni autisti sono stati bloccati in attesa del rinnovo dei documenti di autorizzazione al lavoro, con conseguenti costi aggiuntivi per il reindirizzamento tramite conducenti domiciliati negli USA.
I consulenti legali raccomandano di effettuare subito un audit dei fascicoli degli autisti e di programmare per tempo il rinnovo dei visti H-2B o TN, quando possibile. Le aziende che si affidano a conducenti stagionali temporanei per le esportazioni agricole potrebbero dover ricorrere a fornitori logistici terzi o spostare i carichi su rotaia fino a quando gli stati non smaltiranno gli arretrati. Sul lungo termine, la norma potrebbe accelerare l’adozione di programmi pilota di camion autonomi, mentre le aziende cercano di ridurre la dipendenza da autisti umani soggetti a vincoli migratori.
Poiché i titolari di CDL spesso viaggiano tra stati diversi, i dipartimenti di mobilità globale e viaggi aziendali dovrebbero coordinarsi con le operazioni di flotta per garantire che gli autisti bloccati abbiano alloggi e copertura medica validi durante l’attesa dei documenti. La mancata pianificazione potrebbe esporre le aziende a sanzioni secondo le normative di sicurezza del DOT e a controlli del DHS sull’applicazione delle norme nei luoghi di lavoro.
Fonte: OnewayBit Insights
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