
Il Comitato per l’Occupazione del Parlamento Europeo ha approvato il 6 maggio una revisione a lungo bloccata delle norme UE sul coordinamento della sicurezza sociale, aprendo la strada all’adozione in plenaria prima della pausa estiva. La riforma estende il periodo di esportazione delle indennità di disoccupazione, limita le società “letterbox” e chiarisce quale Stato membro deve coprire le indennità familiari e di assistenza a lungo termine per i lavoratori transfrontalieri.
Per il Belgio — che ospita oltre 50.000 frontalieri e migliaia di lavoratori internazionali distaccati — il nuovo regime promette una semplificazione amministrativa. I team HR hanno a lungo faticato con interpretazioni divergenti da parte delle autorità belghe, francesi e olandesi su dove debbano essere versati i contributi sociali quando i dipendenti dividono il loro tempo tra più uffici.
Le regole aggiornate introducono un certificato digitale A1 valido in tutta l’UE, riducendo la burocrazia e il rischio di controlli. I consulenti per l’immigrazione aziendale sottolineano che le modifiche si integrano con le riforme regionali belghe sui permessi di lavoro, che già consentono il lavoro in più Stati se il dipendente trascorre almeno il 25% del tempo in Belgio.
Combinati, questi provvedimenti facilitano la possibilità per le aziende di basare i team di progetto a Bruxelles, inviandoli frequentemente in giro per il Mercato Unico. L’accordo politico deve ancora superare il voto di conferma in plenaria e al Consiglio, ma i diplomatici prevedono che la normativa finale possa entrare in vigore il 1° gennaio 2027.
Le multinazionali dovrebbero quindi iniziare subito a mappare la loro popolazione mobile, identificando quali espatriati e viaggiatori frequenti passeranno al nuovo sistema, per preparare i sistemi di payroll alla doppia rendicontazione prevista per il 2027.
Per il Belgio — che ospita oltre 50.000 frontalieri e migliaia di lavoratori internazionali distaccati — il nuovo regime promette una semplificazione amministrativa. I team HR hanno a lungo faticato con interpretazioni divergenti da parte delle autorità belghe, francesi e olandesi su dove debbano essere versati i contributi sociali quando i dipendenti dividono il loro tempo tra più uffici.
Le regole aggiornate introducono un certificato digitale A1 valido in tutta l’UE, riducendo la burocrazia e il rischio di controlli. I consulenti per l’immigrazione aziendale sottolineano che le modifiche si integrano con le riforme regionali belghe sui permessi di lavoro, che già consentono il lavoro in più Stati se il dipendente trascorre almeno il 25% del tempo in Belgio.
Combinati, questi provvedimenti facilitano la possibilità per le aziende di basare i team di progetto a Bruxelles, inviandoli frequentemente in giro per il Mercato Unico. L’accordo politico deve ancora superare il voto di conferma in plenaria e al Consiglio, ma i diplomatici prevedono che la normativa finale possa entrare in vigore il 1° gennaio 2027.
Le multinazionali dovrebbero quindi iniziare subito a mappare la loro popolazione mobile, identificando quali espatriati e viaggiatori frequenti passeranno al nuovo sistema, per preparare i sistemi di payroll alla doppia rendicontazione prevista per il 2027.
Fonte: Renew Europe
Come può aiutarti VisaHQ
VisaHQ semplifica la richiesta del visto per privati e aziende. Verifica i requisiti di viaggio aggiornati, prepara i documenti necessari e gestisci la tua richiesta online tramite il portale VisaHQ per Belgio.Di più da Belgio
Visualizza tutto
Il Belgio si prepara allo sciopero nazionale del 12 maggio che bloccherà la maggior parte dei voli
Brussels Airlines avverte i clienti aziendali di modifiche alla rete dopo lo shock del carburante che ha inciso sul primo trimestre