
A meno di tre settimane dalla fine del suo mandato, la Corte Suprema degli Stati Uniti non ha ancora emesso sentenze in oltre 20 casi discussi, tra cui una sfida molto attesa che potrebbe ridefinire le regole di ammissibilità per il permesso umanitario e l’asilo. Come riportato da The Center Square il 13 giugno, il caso (Conrad v. Garland) mette in discussione se il ramo esecutivo possa imporre divieti categorici — come l’ingresso illegale precedente — ai richiedenti asilo senza un’esplicita autorizzazione del Congresso. I gruppi di advocacy sostengono che la sentenza potrebbe influenzare decine di migliaia di casi di mobilità ogni anno, in particolare per i dipendenti i cui coniugi o figli a carico cercano protezione dopo aver attraversato il confine mentre i richiedenti principali attendevano negli Stati Uniti con visti di lavoro. Gli analisti osservano che la maggioranza conservatrice potrebbe usare il caso per restringere la deferenza della dottrina Chevron alle interpretazioni delle agenzie — un esito che avrebbe ripercussioni oltre l’asilo, coinvolgendo regolamenti sull’immigrazione lavorativa come le definizioni di occupazioni specializzate nel programma H-1B. I responsabili della mobilità globale dovrebbero prepararsi a rapidi cambiamenti normativi una volta pubblicate le decisioni, solitamente a fine giugno. I piani di emergenza potrebbero includere strategie alternative di visto per i dipendenti colpiti da criteri di ammissibilità all’asilo più restrittivi o nuove limitazioni ai programmi di permesso in loco utilizzati dal personale straniero delle multinazionali in situazioni di crisi.
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