
L'Agenzia delle Dogane e della Protezione delle Frontiere del Canada (CBSA) ha lanciato il programma “Free Flow International-to-International Transit”, che consente ai passeggeri idonei di evitare il controllo doganale in presenza durante i transiti negli aeroporti di Vancouver, Toronto-Pearson (T1) e Montréal-Trudeau. Annunciata il 26 giugno 2026, l’iniziativa segue un progetto pilota pluriennale e una consultazione sulla Gazzetta del Canada riguardante le modifiche normative correlate.
Con il nuovo sistema, le compagnie aeree trasmettono i dati dei passeggeri direttamente alla CBSA, permettendo agli agenti di effettuare valutazioni di rischio in remoto. I viaggiatori devono avere un biglietto confermato per la tratta successiva in partenza entro 24 ore e possedere i visti o eTA richiesti per la destinazione finale. Chi soddisfa questi requisiti può dirigersi direttamente al gate successivo, risparmiando dai 30 ai 60 minuti rispetto ai tempi di connessione tradizionali.
Le autorità aeroportuali prevedono che questa novità aumenterà la competitività del Canada come hub transpacifico e transatlantico, soprattutto per i viaggiatori d’affari che apprezzano scali brevi. L’Aeroporto Internazionale di Vancouver stima un incremento del 12% della capacità di traffico in transito una volta aperti entro fine anno i nuovi corridoi di auto-transfer. La CBSA comunica che altri aeroporti possono richiedere di aderire al programma, a condizione di investire in infrastrutture sicure per la segmentazione dei passeggeri.
L’agenzia sottolinea che i passeggeri ad alto rischio saranno comunque sottoposti a controlli secondari e che le procedure doganali tradizionali rimangono in vigore per chi entra in Canada. I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati ad aggiornare gli strumenti di pianificazione degli itinerari per riflettere le nuove regole di connessione e a ricordare ai dipendenti che i passeggeri in transito sono comunque responsabili del rispetto dei requisiti di visto del paese di destinazione finale; la CBSA non interverrà in caso di rifiuto all’ingresso successivo.
Con il nuovo sistema, le compagnie aeree trasmettono i dati dei passeggeri direttamente alla CBSA, permettendo agli agenti di effettuare valutazioni di rischio in remoto. I viaggiatori devono avere un biglietto confermato per la tratta successiva in partenza entro 24 ore e possedere i visti o eTA richiesti per la destinazione finale. Chi soddisfa questi requisiti può dirigersi direttamente al gate successivo, risparmiando dai 30 ai 60 minuti rispetto ai tempi di connessione tradizionali.
Le autorità aeroportuali prevedono che questa novità aumenterà la competitività del Canada come hub transpacifico e transatlantico, soprattutto per i viaggiatori d’affari che apprezzano scali brevi. L’Aeroporto Internazionale di Vancouver stima un incremento del 12% della capacità di traffico in transito una volta aperti entro fine anno i nuovi corridoi di auto-transfer. La CBSA comunica che altri aeroporti possono richiedere di aderire al programma, a condizione di investire in infrastrutture sicure per la segmentazione dei passeggeri.
L’agenzia sottolinea che i passeggeri ad alto rischio saranno comunque sottoposti a controlli secondari e che le procedure doganali tradizionali rimangono in vigore per chi entra in Canada. I responsabili dei viaggi aziendali sono invitati ad aggiornare gli strumenti di pianificazione degli itinerari per riflettere le nuove regole di connessione e a ricordare ai dipendenti che i passeggeri in transito sono comunque responsabili del rispetto dei requisiti di visto del paese di destinazione finale; la CBSA non interverrà in caso di rifiuto all’ingresso successivo.
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