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Il capo degli aeroporti europei avverte i viaggiatori diretti in Canada di code «lunghe ore» a causa dei problemi del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE

giu 25, 2026
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Il capo degli aeroporti europei avverte i viaggiatori diretti in Canada di code «lunghe ore» a causa dei problemi del Sistema di Entrata/Uscita dell’UE
Intervenendo a un summit sull'aviazione a Praga il 24 giugno, il presidente di ACI Europe, Stefan Schulte, ha esortato i governi a «smettere di fingere» che il nuovo Sistema di Entrata-Uscita (EES) dell’Unione Europea funzioni senza intoppi. Il sistema digitale di controllo alle frontiere — pienamente operativo dall’inizio dell’anno — acquisisce impronte digitali e scansioni facciali di tutti i visitatori non appartenenti all’UE, con l’obiettivo di sostituire il timbro manuale sul passaporto. Schulte, che è anche a capo dell’aeroporto di Francoforte, ha segnalato che in alcuni scali le code si allungano già per ore nei momenti di punta, prevedendo un «crollo totale» se non verranno risolti problemi tecnici e di personale prima del picco previsto per fine estate. La Commissione Europea consente attualmente alle autorità nazionali di frontiera di sospendere l’EES fino a settembre in circostanze eccezionali, ma gli operatori non hanno facoltà unilaterali in tal senso. L’allarme è particolarmente rilevante per le compagnie aeree e i tour operator canadesi. Un sondaggio del World Travel & Tourism Council (WTTC) su 2.500 viaggiatori — inclusi canadesi — ha rilevato che un terzo riconsidererebbe le vacanze in Europa se le attese alle frontiere superassero le tre ore. I modelli WTTC stimano fino a 41 milioni di arrivi persi e 45 miliardi di dollari di spesa mancata nell’area Schengen se i ritardi dovessero protrarsi fino al 2027. Compagnie come Air Canada e WestJet hanno già allungato i tempi minimi di connessione negli hub europei principali per far fronte ai nuovi controlli biometrici. I responsabili viaggi che prenotano itinerari multi-tratta per dirigenti dovrebbero verificare che le soste intra-Schengen rispettino le nuove soglie; voli successivi persi potrebbero infatti comportare obblighi di compensazione aggiuntivi secondo il regolamento EU-261. Fino a quando i processi non si stabilizzeranno, gli esperti consigliano ai viaggiatori canadesi di atterrare in aeroporti secondari più piccoli, dove l’EES crea meno problemi, o di scegliere voli diretti verso il Regno Unito — ancora fuori Schengen — per poi proseguire via treno o aereo verso le destinazioni continentali.
Fonte: Pax News

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