
In una svolta storica per i professionisti globalmente mobili, la Spagna ha abolito la cosiddetta “regola dei 183 giorni” che annullava automaticamente i permessi di soggiorno temporanei se i titolari trascorrevano più di sei mesi consecutivi fuori dal paese. La modifica, confermata da un aggiornamento del 27 giugno 2026 della sentenza della Corte Suprema pubblicata nel BOE, riguarda circa 1,5 milioni di cittadini non UE con visti temporanei per studenti, nomadi digitali, ricongiungimenti familiari e altri. La Corte Suprema ha stabilito che la revoca automatica violava il diritto costituzionale alla libera circolazione, poiché la normativa di base mancava di un test di proporzionalità. Gli uffici immigrazione devono ora valutare caso per caso le assenze e non possono negare i rinnovi solo in base al tempo trascorso all’estero. I titolari le cui carte sono state cancellate negli anni precedenti possono richiedere il reintegro presentando prove di legami continuativi con la Spagna. Per le multinazionali l’effetto pratico è immediato: i dipendenti assegnati in Spagna possono ora accettare progetti estesi all’estero o rotazioni nel paese d’origine senza rischiare la perdita dello status, a patto di rispettare i criteri standard di rinnovo (reddito, assicurazione, fedina penale pulita). I responsabili viaggi prevedono un calo netto delle prenotazioni di voli d’emergenza legate alla scadenza dei sei mesi. Sebbene la sentenza elimini un problema importante, gli avvocati avvertono che le assenze continuano a essere conteggiate nel limite di dieci mesi nel primo quinquennio necessario per ottenere la residenza permanente. Le aziende dovrebbero quindi monitorare i giorni di viaggio per una pianificazione a lungo termine, anche se la pressione per la conformità a breve termine diminuisce. Non sono richiesti documenti o costi aggiuntivi; la modifica è automatica. Tuttavia, i reparti HR devono aggiornare le politiche interne di mobilità e istruire i fornitori di payroll a non sospendere i benefici di parità fiscale quando un dipendente supera i 183 giorni all’estero durante un incarico temporaneo, poiché il soggiorno rimane valido.
Fonte: Stamped Nomad