
Il programma straordinario di regolarizzazione dei migranti in Spagna si è chiuso a mezzanotte del 30 giugno 2026, dopo sole dieci settimane online, superando di gran lunga le previsioni più ottimistiche del governo. Il Primo Ministro Pedro Sánchez ha dichiarato a Madrid che 1,2 milioni di cittadini di paesi terzi hanno presentato domande complete, rispetto alle 500.000-600.000 previste al momento dell’approvazione del decreto ad aprile.
Secondo il programma, gli stranieri in grado di dimostrare una residenza continuativa in Spagna prima del 1° gennaio 2026 e che soddisfano criteri di vulnerabilità o di mercato del lavoro potevano richiedere un’autorizzazione di soggiorno e lavoro valida per un anno. La misura è stata presentata come una soluzione per contrastare la carenza di manodopera nei settori dell’ospitalità, dell’agricoltura e dell’assistenza agli anziani, riducendo al contempo l’economia sommersa.
Le federazioni imprenditoriali, tra cui CEOE e Hostelería de España, hanno sostenuto l’iniziativa, sottolineando che l’inserimento dei lavoratori nel sistema formale aumenterebbe le entrate della sicurezza sociale e faciliterebbe l’assunzione legale. Anche le ONG per i diritti dei migranti hanno accolto positivamente l’amnistia, avvertendo però che la vera sfida inizia ora, quando gli uffici per l’immigrazione, già sotto pressione, dovranno verificare i documenti e rilasciare le Carte di Identità per Stranieri (TIE).
L’ondata di domande dell’ultimo minuto ha causato il blocco di alcune sezioni della piattaforma telematica Mercurio lunedì sera, spingendo il Ministero dell’Interno ad aumentare la capacità dei server. Le autorità assicurano che tutte le domande con timbro temporale precedente alle 23:59 saranno considerate valide. Si prevede che l’elaborazione richiederà fino a nove mesi; durante questo periodo i richiedenti riceveranno una ricevuta che li protegge dall’espulsione e consente loro di lavorare.
Le aziende possono quindi già trasformare migliaia di lavoratori informali in dipendenti regolari. Per i team di mobilità globale e risorse umane, il programma apre un inaspettato bacino di talenti all’interno della Spagna. Le multinazionali con centri servizi a Madrid, Barcellona o Málaga possono assumere candidati regolarizzati senza i costi e i ritardi legati a nuovi permessi di lavoro. Gli esperti, tuttavia, consigliano ai datori di lavoro di verificare che i candidati ottengano la TIE entro i 12 mesi di validità, per evitare sanzioni per lavoro irregolare.
Anche i grandi trasferimenti da altri paesi UE potrebbero risentirne: i richiedenti ammessi ottengono diritti di viaggio limitati nell’area Schengen (90 giorni ogni 180), sollevando dubbi sulle missioni di breve durata oltre confine.
Sebbene la coalizione di governo rivendichi il successo, i partiti di opposizione hanno già promesso di inasprire le future procedure. Molto dipenderà quindi dai risultati sul mercato del lavoro e da eventuali obiezioni di Bruxelles. Fino ad allora, la Spagna è diventata improvvisamente il maggior emettitore di autorizzazioni di lavoro annuali nell’UE nel 2026 — un dato che i responsabili della mobilità globale non possono ignorare.
Secondo il programma, gli stranieri in grado di dimostrare una residenza continuativa in Spagna prima del 1° gennaio 2026 e che soddisfano criteri di vulnerabilità o di mercato del lavoro potevano richiedere un’autorizzazione di soggiorno e lavoro valida per un anno. La misura è stata presentata come una soluzione per contrastare la carenza di manodopera nei settori dell’ospitalità, dell’agricoltura e dell’assistenza agli anziani, riducendo al contempo l’economia sommersa.
Le federazioni imprenditoriali, tra cui CEOE e Hostelería de España, hanno sostenuto l’iniziativa, sottolineando che l’inserimento dei lavoratori nel sistema formale aumenterebbe le entrate della sicurezza sociale e faciliterebbe l’assunzione legale. Anche le ONG per i diritti dei migranti hanno accolto positivamente l’amnistia, avvertendo però che la vera sfida inizia ora, quando gli uffici per l’immigrazione, già sotto pressione, dovranno verificare i documenti e rilasciare le Carte di Identità per Stranieri (TIE).
L’ondata di domande dell’ultimo minuto ha causato il blocco di alcune sezioni della piattaforma telematica Mercurio lunedì sera, spingendo il Ministero dell’Interno ad aumentare la capacità dei server. Le autorità assicurano che tutte le domande con timbro temporale precedente alle 23:59 saranno considerate valide. Si prevede che l’elaborazione richiederà fino a nove mesi; durante questo periodo i richiedenti riceveranno una ricevuta che li protegge dall’espulsione e consente loro di lavorare.
Le aziende possono quindi già trasformare migliaia di lavoratori informali in dipendenti regolari. Per i team di mobilità globale e risorse umane, il programma apre un inaspettato bacino di talenti all’interno della Spagna. Le multinazionali con centri servizi a Madrid, Barcellona o Málaga possono assumere candidati regolarizzati senza i costi e i ritardi legati a nuovi permessi di lavoro. Gli esperti, tuttavia, consigliano ai datori di lavoro di verificare che i candidati ottengano la TIE entro i 12 mesi di validità, per evitare sanzioni per lavoro irregolare.
Anche i grandi trasferimenti da altri paesi UE potrebbero risentirne: i richiedenti ammessi ottengono diritti di viaggio limitati nell’area Schengen (90 giorni ogni 180), sollevando dubbi sulle missioni di breve durata oltre confine.
Sebbene la coalizione di governo rivendichi il successo, i partiti di opposizione hanno già promesso di inasprire le future procedure. Molto dipenderà quindi dai risultati sul mercato del lavoro e da eventuali obiezioni di Bruxelles. Fino ad allora, la Spagna è diventata improvvisamente il maggior emettitore di autorizzazioni di lavoro annuali nell’UE nel 2026 — un dato che i responsabili della mobilità globale non possono ignorare.
Fonte: Agencia EFE & Euronews
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