
I tentativi di porre fine allo sciopero nazionale che ha paralizzato i sei stabilimenti spagnoli di Airbus sono falliti il 17 luglio, dopo che le assemblee dei lavoratori hanno respinto un accordo provvisorio su salari e lavoro a distanza mediato dal sindacato CCOO. Lo sciopero, iniziato il 6 luglio, coinvolge gli impianti di Getafe, Puerto Real, Illescas, Tablada, Albacete e Barajas, dove vengono prodotti componenti chiave per gli A320neo e A350. L’accordo preliminare prevedeva un aumento salariale generale del 5% retroattivo a gennaio 2026, un ulteriore 5% ad aprile 2027 e un programma pilota che consentiva agli ingegneri di lavorare da remoto tre giorni a settimana. Tuttavia, i lavoratori hanno chiesto un aumento immediato dell’8% per compensare l’inflazione e un impegno vincolante a mantenere l’assemblaggio finale in Spagna. Di conseguenza, i picchetti e i decreti di servizio minimo restano in vigore, con una produzione stimata al 38% dei livelli normali. Per i responsabili della mobilità internazionale le sfide sono rilevanti: Airbus organizza regolarmente voli da Tolosa e Amburgo verso gli stabilimenti spagnoli per controlli di qualità, ma ora questi spostamenti vengono riprogrammati via Bilbao e Siviglia per evitare i picchetti. Le compagnie aeree in attesa di consegne temono ritardi a catena: Iberia ha già avvertito gli investitori che due A321XLR previsti per dicembre potrebbero slittare al 2027. Lo sciopero complica anche i piani di trasferimento per dirigenti con permessi intra-aziendali, poiché le risorse umane non possono garantire i giorni di presenza richiesti dalle autorità spagnole per mantenere lo status di professionista altamente qualificato (HQP). I consulenti legali raccomandano di documentare con precisione i giorni di lavoro a distanza e di notificare l’UGE-CE se il lavoro remoto supera il 30% del totale annuo. Le trattative riprenderanno il 22 luglio sotto la mediazione del Consiglio Nazionale di Arbitrato, ma fonti interne suggeriscono che il governo potrebbe intervenire, vista la ricaduta dello sciopero sulle esportazioni aerospaziali spagnole, che nel 2025 hanno superato gli 11 miliardi di euro.
Fonte: Cinco Días
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