
Al loro 26º Consiglio Ministeriale franco-tedesco a Parigi, il 17 luglio 2026, i governi francese e tedesco hanno posto la gestione delle migrazioni e la sicurezza delle frontiere in cima alla loro agenda comune. Nel comunicato diffuso dopo l’incontro, i due giganti dell’UE hanno dichiarato che “assicureranno un coordinamento stretto dei nostri controlli alle frontiere interne e rafforzeranno i nostri strumenti comuni per migliorare la cooperazione transfrontaliera nella lotta contro l’immigrazione irregolare, in particolare raccogliendo esperienze per raggiungere un accordo ai sensi dell’Articolo 23a del Codice delle frontiere di Schengen.” Questo linguaggio rappresenta il segnale bilaterale più forte degli ultimi anni che Parigi e Berlino intendono agire in perfetta sintonia sulla governance di Schengen.
La Francia mantiene controlli temporanei alle sue frontiere terrestri e sul Canale della Manica dal 1° maggio 2026, citando minacce terroristiche e reti di trafficanti di migranti. Anche la Germania effettua controlli ai confini con Polonia, Repubblica Ceca e Austria. Promettendo di armonizzare sia i criteri operativi per la reintroduzione dei controlli sia i dati condivisi con Frontex ed Europol, i due vicini sperano di smorzare le critiche provenienti da Bruxelles e dalle associazioni imprenditoriali, secondo cui controlli non coordinati causano ritardi costosi per il trasporto su strada e i pendolari transfrontalieri.
Per le aziende con forza lavoro mobile — in particolare quelle che operano negli stabilimenti delle aree dell’Alto Reno e Saar-Lorena — questa promessa offre la possibilità di tempi di gestione più prevedibili al confine. I funzionari hanno indicato che corsie digitali di pre-approvazione pilota per viaggiatori d’affari frequenti potrebbero essere testate già da settembre. La dichiarazione congiunta fa inoltre riferimento al Piano d’Azione UE per la rotta del Canale, suggerendo che le esperienze della coordinazione franco-tedesca potrebbero alimentare i negoziati più ampi sulla riforma di Schengen in autunno.
Contesto: dalla crisi migratoria del 2015, Parigi e Berlino hanno regolarmente rinnovato i controlli interni ai sensi dell’Articolo 25 del Codice delle frontiere di Schengen, ma procedure e ambiti sono divergenti. Le lobby imprenditoriali di entrambi i paesi lamentano controlli duplicati e criteri poco trasparenti. La nuova tabella di marcia incarica i ministeri dell’Interno di redigere modelli comuni di valutazione del rischio, condividere in tempo quasi reale i dati delle liste di controllo e rivedere la proporzionalità dei controlli ogni due mesi.
Consiglio pratico: le aziende che spostano personale o merci attraverso il confine franco-tedesco dovrebbero monitorare i prossimi progetti pilota e registrare i dipendenti idonei non appena sarà aperto il portale digitale di pre-approvazione. I responsabili della mobilità dovrebbero inoltre informare il personale in viaggio che i controlli d’identità resteranno in vigore almeno fino al 31 ottobre 2026, ma che le procedure armonizzate dovrebbero gradualmente ridurre i tempi di attesa.
La Francia mantiene controlli temporanei alle sue frontiere terrestri e sul Canale della Manica dal 1° maggio 2026, citando minacce terroristiche e reti di trafficanti di migranti. Anche la Germania effettua controlli ai confini con Polonia, Repubblica Ceca e Austria. Promettendo di armonizzare sia i criteri operativi per la reintroduzione dei controlli sia i dati condivisi con Frontex ed Europol, i due vicini sperano di smorzare le critiche provenienti da Bruxelles e dalle associazioni imprenditoriali, secondo cui controlli non coordinati causano ritardi costosi per il trasporto su strada e i pendolari transfrontalieri.
Per le aziende con forza lavoro mobile — in particolare quelle che operano negli stabilimenti delle aree dell’Alto Reno e Saar-Lorena — questa promessa offre la possibilità di tempi di gestione più prevedibili al confine. I funzionari hanno indicato che corsie digitali di pre-approvazione pilota per viaggiatori d’affari frequenti potrebbero essere testate già da settembre. La dichiarazione congiunta fa inoltre riferimento al Piano d’Azione UE per la rotta del Canale, suggerendo che le esperienze della coordinazione franco-tedesca potrebbero alimentare i negoziati più ampi sulla riforma di Schengen in autunno.
Contesto: dalla crisi migratoria del 2015, Parigi e Berlino hanno regolarmente rinnovato i controlli interni ai sensi dell’Articolo 25 del Codice delle frontiere di Schengen, ma procedure e ambiti sono divergenti. Le lobby imprenditoriali di entrambi i paesi lamentano controlli duplicati e criteri poco trasparenti. La nuova tabella di marcia incarica i ministeri dell’Interno di redigere modelli comuni di valutazione del rischio, condividere in tempo quasi reale i dati delle liste di controllo e rivedere la proporzionalità dei controlli ogni due mesi.
Consiglio pratico: le aziende che spostano personale o merci attraverso il confine franco-tedesco dovrebbero monitorare i prossimi progetti pilota e registrare i dipendenti idonei non appena sarà aperto il portale digitale di pre-approvazione. I responsabili della mobilità dovrebbero inoltre informare il personale in viaggio che i controlli d’identità resteranno in vigore almeno fino al 31 ottobre 2026, ma che le procedure armonizzate dovrebbero gradualmente ridurre i tempi di attesa.