
Le compagnie aeree europee e gli operatori aeroportuali hanno inviato una lettera aperta alla presidente della Commissione Ursula von der Leyen, avvertendo che il nuovo Sistema di Entrata-Uscita (EES) rischia di paralizzare gli hub principali – tra cui Francoforte, Monaco e Düsseldorf – durante il picco estivo. Nella lettera, visionata da The Brussels Times, l’associazione di settore ACI Europe segnala che i rallentamenti nella registrazione biometrica stanno già causando code fino a cinque ore per i viaggiatori extra-UE. La coalizione chiede una sospensione temporanea del sistema fino al 1° settembre.
La Germania è tra i Paesi più esposti. Da aprile, tutti i cittadini di Paesi terzi che entrano in un aeroporto Schengen devono fornire impronte digitali e una scansione facciale in tempo reale, una procedura che richiede 60-90 secondi a persona anche con i chioschi pienamente operativi. L’aeroporto di Francoforte ha gestito 4,9 milioni di passeggeri extra-Schengen lo scorso agosto; con questo flusso, un ritardo di un minuto per viaggiatore si tradurrebbe in 82.000 minuti di elaborazione persi, equivalenti alla chiusura di due e-gate per un’intera giornata.
Il settore dell’aviazione sostiene che non è possibile aumentare semplicemente il personale. Secondo la legge tedesca, il controllo delle frontiere è esclusiva competenza della polizia federale, e la campagna di reclutamento post-pandemia non ha compensato il turnover. Le compagnie temono inoltre che i collegamenti persi possano generare richieste di risarcimento ai sensi del Regolamento UE 261, con milioni di euro di potenziali passività in un momento in cui i margini sono già ridotti a causa dei costi del carburante.
La Commissione ha risposto che esistono “misure di flessibilità”, inclusa la possibilità di posticipare la registrazione biometrica se le code superano determinate soglie, ma non ha approvato una sospensione generalizzata. Berlino sostiene privatamente una deroga mirata; il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato ai giornalisti la scorsa settimana che la Germania “non comprometterà la sicurezza dei passeggeri” ma è “aperta a misure pragmatiche per ridurre le code”.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: consigliare al personale in viaggio di arrivare almeno tre ore prima della partenza sui voli extra-Schengen, preregistrare i dati del passaporto quando le compagnie offrono la cattura anticipata EES, e monitorare le misure di mitigazione specifiche degli aeroporti, come le corsie dedicate alla business class che alcuni hub stanno sperimentando. Le aziende con scadenze di progetto serrate dovrebbero considerare possibili ritardi di mezza giornata nella pianificazione e valutare collegamenti tramite aeroporti UE dove i chioschi EES sono meno congestionati.
La Germania è tra i Paesi più esposti. Da aprile, tutti i cittadini di Paesi terzi che entrano in un aeroporto Schengen devono fornire impronte digitali e una scansione facciale in tempo reale, una procedura che richiede 60-90 secondi a persona anche con i chioschi pienamente operativi. L’aeroporto di Francoforte ha gestito 4,9 milioni di passeggeri extra-Schengen lo scorso agosto; con questo flusso, un ritardo di un minuto per viaggiatore si tradurrebbe in 82.000 minuti di elaborazione persi, equivalenti alla chiusura di due e-gate per un’intera giornata.
Il settore dell’aviazione sostiene che non è possibile aumentare semplicemente il personale. Secondo la legge tedesca, il controllo delle frontiere è esclusiva competenza della polizia federale, e la campagna di reclutamento post-pandemia non ha compensato il turnover. Le compagnie temono inoltre che i collegamenti persi possano generare richieste di risarcimento ai sensi del Regolamento UE 261, con milioni di euro di potenziali passività in un momento in cui i margini sono già ridotti a causa dei costi del carburante.
La Commissione ha risposto che esistono “misure di flessibilità”, inclusa la possibilità di posticipare la registrazione biometrica se le code superano determinate soglie, ma non ha approvato una sospensione generalizzata. Berlino sostiene privatamente una deroga mirata; il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt ha dichiarato ai giornalisti la scorsa settimana che la Germania “non comprometterà la sicurezza dei passeggeri” ma è “aperta a misure pragmatiche per ridurre le code”.
Per i responsabili della mobilità aziendale il messaggio è chiaro: consigliare al personale in viaggio di arrivare almeno tre ore prima della partenza sui voli extra-Schengen, preregistrare i dati del passaporto quando le compagnie offrono la cattura anticipata EES, e monitorare le misure di mitigazione specifiche degli aeroporti, come le corsie dedicate alla business class che alcuni hub stanno sperimentando. Le aziende con scadenze di progetto serrate dovrebbero considerare possibili ritardi di mezza giornata nella pianificazione e valutare collegamenti tramite aeroporti UE dove i chioschi EES sono meno congestionati.
Fonte: The Brussels Times