
Il governo cipriota ha avviato una spinta politica per ottenere l’adesione completa all’area Schengen dell’UE, senza passaporti, entro i prossimi 18 mesi. In un’intervista a Kathimerini Cyprus, alti funzionari hanno dichiarato che Nicosia spera di portare la questione al Consiglio UE già a settembre e di ottenere il voto unanime necessario degli Stati membri prima delle elezioni presidenziali di febbraio 2028. Tecnicamente, Cipro ha già soddisfatto tutte le 120 raccomandazioni della checklist di valutazione Schengen, ottenendo il “via libera” dalla Commissione Europea all’inizio di quest’estate. Rimane però la decisione politica più complessa. La geografia e la situazione politica uniche di Cipro complicano la questione: un terzo dell’isola è sotto occupazione turca e fuori dal controllo del governo, mentre il Regno Unito mantiene due Aree di Base Sovrane che non rientrano nel territorio doganale UE. Bruxelles e diversi Stati membri chiedono garanzie concrete che i migranti irregolari non possano entrare nella Repubblica attraverso la Linea Verde o le basi britanniche per poi spostarsi liberamente nel resto di Schengen. Preoccupazioni simili hanno ritardato l’adesione di Croazia di tre anni e quella di Bulgaria e Romania di 13 anni. Il presidente Nikos Christodoulides sostiene che i rischi sono gestibili, dato che Cipro è un’isola senza confini terrestri diretti con altri Stati UE. Il governo assicura che l’ingresso in Schengen non comporterà controlli più severi ai valichi della Linea Verde, ma anzi rafforzerà il profilo dell’isola nel “nucleo interno” dell’UE. Tuttavia, il leader turco-cipriota Tufan Erhürman ha avvertito che l’adesione a Schengen potrebbe approfondire la divisione e creare problemi di mobilità per i turco-ciprioti non cittadini della Repubblica di Cipro. Diplomatici UE citati dal giornale definiscono il calendario cipriota “senza precedenti” e sottolineano che tutto dipenderà dal convincere partner come Germania e Francia, che chiedono piani operativi credibili per la sorveglianza della Linea Verde e la cooperazione con le autorità delle basi britanniche. Per i responsabili della mobilità globale, la posta in gioco è alta: una volta che Cipro entrerà in Schengen, i visti per soggiorni brevi rilasciati da qualsiasi altro membro Schengen saranno validi per viaggi d’affari a Cipro e viceversa, riducendo gli ostacoli amministrativi per le multinazionali con sedi regionali a Limassol, Nicosia e Larnaca. Al contrario, le aziende che attualmente usano Cipro come punto di primo ingresso per assegnati extra-UE potrebbero dover adeguare i processi di conformità agli standard Schengen, incluso il futuro sistema ETIAS di autorizzazione pre-viaggio. Le preparazioni pratiche sono già iniziate. Hermes Airports, che gestisce gli aeroporti di Larnaca e Pafos, sta aggiornando i varchi biometrici e i sistemi API per allinearsi ai requisiti del Sistema d’Entrata/Uscita Schengen, mentre il Dipartimento Migrazione sta elaborando procedure di emergenza per la Linea Verde. Se il calendario di 18 mesi dovesse slittare, gli ufficiali affermano che l’obiettivo alternativo resta “prima della fine del 2027”, ma i prossimi sei mesi saranno decisivi per capire se Cipro riuscirà a convincere i partner UE che le sue circostanze speciali sono, nelle parole di Bruxelles, “nuvole e non una tempesta”.
Fonte: KNEWS – Kathimerini Cyprus