
La Repubblica Ceca è sul punto di adottare il suo primo codice sull'immigrazione completamente riscritto da oltre vent'anni. Il 19 luglio 2026, la Camera dei Deputati ha ufficialmente inserito il Disegno di Legge n. 144 – la “Legge sull’Ingresso e il Soggiorno degli Stranieri (Cizinecký zákon)” – all’ordine del giorno della sua 27ª sessione plenaria, portando il testo al voto decisivo in terza lettura. Il disegno di legge, che sostituisce la legge sugli stranieri del 1999, pesantemente modificata nel tempo, ha già superato due letture e un esame dettagliato nella Commissione Sicurezza; il mese scorso i deputati hanno votato per saltare ulteriori esami in commissione al fine di accelerarne l’adozione.
Se approvata, la legge unificherà visti, permessi di soggiorno e autorizzazioni di lavoro in una procedura digitale unica basata sul nuovo Sistema Informativo per gli Stranieri (ICAS). I richiedenti caricheranno i documenti di supporto, pagheranno le tariffe e potranno monitorare lo stato della pratica online; la raccolta biometrica avverrà presso centri “one-stop” gestiti congiuntamente dal Ministero dell’Interno e dalla polizia dell’immigrazione. Secondo le autorità, questo ridurrà i tempi medi di elaborazione delle carte di lavoro dagli attuali 90 giorni a 45, eliminando quasi completamente la corrispondenza cartacea.
Durante il dibattito in seconda lettura ad aprile, il Ministro dell’Interno Vít Rakušan ha sottolineato che la riforma “non liberalizza i criteri di ammissione, ma li modernizza”. Per i datori di lavoro, la novità più rilevante è la creazione di un portale elettronico obbligatorio per i garanti. Università, istituti di ricerca e aziende che sponsorizzano cittadini non UE dovranno preregistrarsi, caricare certificati di conformità al diritto del lavoro e assumersi la responsabilità finanziaria per eventuali soggiorni irregolari e costi medici non pagati nei primi 90 giorni di permanenza dello straniero. Violazioni ripetute del codice del lavoro potrebbero comportare la sospensione dal sistema fino a due anni. La Confederazione dell’Industria ha accolto con favore la maggiore prevedibilità offerta dal portale, ma critica le regole di responsabilità definite “sproporzionate”, avvertendo che le piccole imprese potrebbero essere riluttanti ad assumere talenti necessari.
Il disegno di legge recepisce inoltre le direttive UE 2024 sul Permesso Unico e la Carta Blu, introduce visti digitali per nomadi digitali di sei mesi per professionisti IT e allinea le norme ceche al Sistema Schengen di Entrata/Uscita, operativo da aprile. Una nuova “notifica di mobilità” di 60 giorni permetterà ai titolari di Carta ICT o Carta Blu ceche di lavorare in un altro Stato membro UE senza richiedere un permesso locale, una facilitazione importante per le multinazionali che gestiscono progetti regionali.
Se il voto in terza lettura passerà entro questa settimana, il Senato dovrebbe esaminare la misura dopo la pausa estiva. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che serviranno almeno nove mesi per sviluppare ICAS e formare il personale, quindi la data prevista per l’entrata in vigore è il 1° maggio 2027. I responsabili della mobilità globale dovrebbero quindi prepararsi fin da ora: rivedere i flussi di raccolta documenti, prevedere budget maggiori per le garanzie di sponsorizzazione e informare i trasferiti che le domande cartacee presso i consolati cechi scompariranno gradualmente con l’entrata in vigore della nuova legge.
Se approvata, la legge unificherà visti, permessi di soggiorno e autorizzazioni di lavoro in una procedura digitale unica basata sul nuovo Sistema Informativo per gli Stranieri (ICAS). I richiedenti caricheranno i documenti di supporto, pagheranno le tariffe e potranno monitorare lo stato della pratica online; la raccolta biometrica avverrà presso centri “one-stop” gestiti congiuntamente dal Ministero dell’Interno e dalla polizia dell’immigrazione. Secondo le autorità, questo ridurrà i tempi medi di elaborazione delle carte di lavoro dagli attuali 90 giorni a 45, eliminando quasi completamente la corrispondenza cartacea.
Durante il dibattito in seconda lettura ad aprile, il Ministro dell’Interno Vít Rakušan ha sottolineato che la riforma “non liberalizza i criteri di ammissione, ma li modernizza”. Per i datori di lavoro, la novità più rilevante è la creazione di un portale elettronico obbligatorio per i garanti. Università, istituti di ricerca e aziende che sponsorizzano cittadini non UE dovranno preregistrarsi, caricare certificati di conformità al diritto del lavoro e assumersi la responsabilità finanziaria per eventuali soggiorni irregolari e costi medici non pagati nei primi 90 giorni di permanenza dello straniero. Violazioni ripetute del codice del lavoro potrebbero comportare la sospensione dal sistema fino a due anni. La Confederazione dell’Industria ha accolto con favore la maggiore prevedibilità offerta dal portale, ma critica le regole di responsabilità definite “sproporzionate”, avvertendo che le piccole imprese potrebbero essere riluttanti ad assumere talenti necessari.
Il disegno di legge recepisce inoltre le direttive UE 2024 sul Permesso Unico e la Carta Blu, introduce visti digitali per nomadi digitali di sei mesi per professionisti IT e allinea le norme ceche al Sistema Schengen di Entrata/Uscita, operativo da aprile. Una nuova “notifica di mobilità” di 60 giorni permetterà ai titolari di Carta ICT o Carta Blu ceche di lavorare in un altro Stato membro UE senza richiedere un permesso locale, una facilitazione importante per le multinazionali che gestiscono progetti regionali.
Se il voto in terza lettura passerà entro questa settimana, il Senato dovrebbe esaminare la misura dopo la pausa estiva. Il Ministero dell’Interno ha dichiarato che serviranno almeno nove mesi per sviluppare ICAS e formare il personale, quindi la data prevista per l’entrata in vigore è il 1° maggio 2027. I responsabili della mobilità globale dovrebbero quindi prepararsi fin da ora: rivedere i flussi di raccolta documenti, prevedere budget maggiori per le garanzie di sponsorizzazione e informare i trasferiti che le domande cartacee presso i consolati cechi scompariranno gradualmente con l’entrata in vigore della nuova legge.
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