
Il Reichstag di Berlino ha visto il primo passo di una delle riforme più radicali del sistema migratorio tedesco degli ultimi decenni, mercoledì 29 luglio 2026. Durante la 237ª seduta plenaria, i parlamentari hanno discusso la prima lettura del progetto di legge “Legge sull’Immigrazione” (Einwanderungsgesetz), presentato dalla coalizione di governo e sostenuto in linea di principio dalla maggior parte dei partiti di opposizione.
Sebbene la Germania abbia numerose normative separate su asilo, migrazione lavorativa, ricongiungimento familiare e libera circolazione nell’UE, non ha mai avuto un codice unico e integrato sull’immigrazione. Il nuovo disegno di legge mira a unificare oltre 50 disposizioni in un corpus normativo coerente e di facile consultazione, introducendo canali di ingresso moderni basati su un sistema a punti per lavoratori qualificati, imprenditori e laureati.
Il testo si fonda su tre pilastri: un sistema a punti orientato al talento, ispirato al modello canadese Express Entry; l’ampliamento del programma Carta Blu UE con soglie salariali più basse; e una nuova “Carta Opportunità” che consente a cittadini di paesi terzi qualificati di entrare in Germania per un massimo di un anno alla ricerca di lavoro.
Elemento cruciale per le imprese, la legge promette una gestione completamente digitale dei visti entro il 2028 e un termine massimo di 60 giorni per le decisioni sui permessi di lavoro. Le regole per il ricongiungimento familiare saranno semplificate, e i rifugiati riconosciuti che completano una formazione professionale in settori carenti potranno accedere direttamente alla residenza permanente.
Il dibattito parlamentare ha messo in luce la grave crisi demografica tedesca. I dati dell’Agenzia Federale per l’Impiego indicano che la popolazione in età lavorativa diminuirà di 3,2 milioni entro il 2030, a meno che l’immigrazione netta non salga ad almeno 400.000 persone all’anno. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore il disegno di legge, sottolineando che la carenza cronica di manodopera in IT, sanità e mestieri specializzati costa all’economia circa 86 miliardi di euro di produzione non realizzata ogni anno.
I rappresentanti dell’opposizione hanno però avvertito sui rischi di sovraccarico per i comuni e hanno chiesto obblighi più stringenti per l’apprendimento della lingua tedesca. Per i responsabili della mobilità globale, la normativa – se approvata così com’è – semplificherebbe notevolmente l’assunzione, il distacco e la fidelizzazione a lungo termine di talenti extra-UE. I dipartimenti HR dovrebbero iniziare a confrontare i profili professionali con la griglia a punti proposta e rivedere le politiche interne di trasferimento per accelerare l’inserimento.
Le aziende che utilizzano canali di reclutamento “outside-in” beneficeranno dell’opzione di ricerca lavoro in loco offerta dalla Carta Opportunità, ma dovranno anche implementare procedure di conformità per i corsi di integrazione obbligatori e le scadenze per l’iscrizione alla sicurezza sociale.
Il disegno di legge passerà ora alla Commissione per gli Affari Interni per un esame dettagliato, con una seconda e terza lettura previste dopo la pausa estiva. Il Ministero dell’Interno auspica che la nuova Legge sull’Immigrazione entri in vigore il 1° gennaio 2027, giusto in tempo per la presidenza tedesca del G7, dove la riforma della mobilità lavorativa sarà uno dei temi principali.
Sebbene la Germania abbia numerose normative separate su asilo, migrazione lavorativa, ricongiungimento familiare e libera circolazione nell’UE, non ha mai avuto un codice unico e integrato sull’immigrazione. Il nuovo disegno di legge mira a unificare oltre 50 disposizioni in un corpus normativo coerente e di facile consultazione, introducendo canali di ingresso moderni basati su un sistema a punti per lavoratori qualificati, imprenditori e laureati.
Il testo si fonda su tre pilastri: un sistema a punti orientato al talento, ispirato al modello canadese Express Entry; l’ampliamento del programma Carta Blu UE con soglie salariali più basse; e una nuova “Carta Opportunità” che consente a cittadini di paesi terzi qualificati di entrare in Germania per un massimo di un anno alla ricerca di lavoro.
Elemento cruciale per le imprese, la legge promette una gestione completamente digitale dei visti entro il 2028 e un termine massimo di 60 giorni per le decisioni sui permessi di lavoro. Le regole per il ricongiungimento familiare saranno semplificate, e i rifugiati riconosciuti che completano una formazione professionale in settori carenti potranno accedere direttamente alla residenza permanente.
Il dibattito parlamentare ha messo in luce la grave crisi demografica tedesca. I dati dell’Agenzia Federale per l’Impiego indicano che la popolazione in età lavorativa diminuirà di 3,2 milioni entro il 2030, a meno che l’immigrazione netta non salga ad almeno 400.000 persone all’anno. Le associazioni imprenditoriali hanno accolto con favore il disegno di legge, sottolineando che la carenza cronica di manodopera in IT, sanità e mestieri specializzati costa all’economia circa 86 miliardi di euro di produzione non realizzata ogni anno.
I rappresentanti dell’opposizione hanno però avvertito sui rischi di sovraccarico per i comuni e hanno chiesto obblighi più stringenti per l’apprendimento della lingua tedesca. Per i responsabili della mobilità globale, la normativa – se approvata così com’è – semplificherebbe notevolmente l’assunzione, il distacco e la fidelizzazione a lungo termine di talenti extra-UE. I dipartimenti HR dovrebbero iniziare a confrontare i profili professionali con la griglia a punti proposta e rivedere le politiche interne di trasferimento per accelerare l’inserimento.
Le aziende che utilizzano canali di reclutamento “outside-in” beneficeranno dell’opzione di ricerca lavoro in loco offerta dalla Carta Opportunità, ma dovranno anche implementare procedure di conformità per i corsi di integrazione obbligatori e le scadenze per l’iscrizione alla sicurezza sociale.
Il disegno di legge passerà ora alla Commissione per gli Affari Interni per un esame dettagliato, con una seconda e terza lettura previste dopo la pausa estiva. Il Ministero dell’Interno auspica che la nuova Legge sull’Immigrazione entri in vigore il 1° gennaio 2027, giusto in tempo per la presidenza tedesca del G7, dove la riforma della mobilità lavorativa sarà uno dei temi principali.
Fonte: Deutscher Bundestag