
La lunga discussione in Germania sulla creazione di un quadro giuridico unico e chiaro per l’immigrazione ha fatto un passo decisivo il 29 luglio 2026. Nella sua 237ª seduta plenaria, il Bundestag ha tenuto la prima lettura di un progetto di legge sull’Einwanderungsgesetz presentato dal gruppo parlamentare Bündnis 90/Die Grünen. Il disegno di legge mira a unificare l’attuale mosaico di oltre 50 titoli di soggiorno separati in un unico codice coerente, introducendo criteri chiari per l’immigrazione economica, umanitaria e familiare, e ponendo il principio di “apertura gestita” al centro della politica migratoria tedesca.
Secondo la proposta, i professionisti stranieri potrebbero scegliere tra tre percorsi: 1) una “Skilled Talent Track” basata su un sistema a punti che combina qualifiche, competenze linguistiche ed esperienza; 2) una “Opportunity Card” per chi cerca lavoro con formazione professionale riconosciuta; 3) un percorso rapido per i laureati delle università tedesche. Le norme sulla protezione umanitaria verrebbero consolidate in un capitolo dedicato, mentre coniugi e figli minorenni avrebbero un diritto legale esplicito ad accompagnare immediatamente il richiedente principale.
Importante, tutti i titoli di soggiorno sarebbero emessi digitalmente fin dal primo giorno e pienamente compatibili con il prossimo Portafoglio Digitale UE (EUDI Wallet), riducendo così il carico amministrativo per aziende e migranti. I Verdi sostengono che una legge unica sull’immigrazione renderà la Germania più competitiva nella corsa globale ai talenti, offrendo chiarezza e rapidità. Le associazioni datoriali appoggiano la proposta: la lobby dell’ingegneria meccanica VDMA stima che le perdite produttive legate alle carenze di personale costino al settore 14 miliardi di euro l’anno.
Le autorità regionali, però, avvertono che unificare le procedure senza aumentare il personale rischia di allungare le code negli uffici stranieri, a meno che i processi non vengano radicalmente semplificati. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha criticato il progetto come “troppo permissivo” e ha sottolineato che si sovrappone ai piani del governo per aggiornare la legge sull’immigrazione qualificata esistente. Il disegno di legge ha quindi poche possibilità di essere approvato nella forma attuale, ma la prima lettura costringe tutti i partiti a chiarire quali elementi sono disposti a sostenere.
Nelle prossime settimane il testo sarà esaminato dalle commissioni Interni e Lavoro; una seconda lettura è prevista per settembre. Se anche solo alcune parti del progetto dovessero essere confermate, le aziende potrebbero vedere categorie di visto più flessibili già a metà 2027. Per i responsabili della mobilità internazionale il dibattito è cruciale fin da ora: qualsiasi consolidamento dei titoli di soggiorno influenzerà le politiche di assegnazione, la documentazione richiesta alle risorse umane e le interfacce digitali necessarie per interagire con le autorità tedesche. Le multinazionali sono invitate a confrontare i loro scenari di visto più comuni con i tre percorsi proposti e a iniziare a testare i flussi di lavoro interni per le pratiche completamente digitali.
Secondo la proposta, i professionisti stranieri potrebbero scegliere tra tre percorsi: 1) una “Skilled Talent Track” basata su un sistema a punti che combina qualifiche, competenze linguistiche ed esperienza; 2) una “Opportunity Card” per chi cerca lavoro con formazione professionale riconosciuta; 3) un percorso rapido per i laureati delle università tedesche. Le norme sulla protezione umanitaria verrebbero consolidate in un capitolo dedicato, mentre coniugi e figli minorenni avrebbero un diritto legale esplicito ad accompagnare immediatamente il richiedente principale.
Importante, tutti i titoli di soggiorno sarebbero emessi digitalmente fin dal primo giorno e pienamente compatibili con il prossimo Portafoglio Digitale UE (EUDI Wallet), riducendo così il carico amministrativo per aziende e migranti. I Verdi sostengono che una legge unica sull’immigrazione renderà la Germania più competitiva nella corsa globale ai talenti, offrendo chiarezza e rapidità. Le associazioni datoriali appoggiano la proposta: la lobby dell’ingegneria meccanica VDMA stima che le perdite produttive legate alle carenze di personale costino al settore 14 miliardi di euro l’anno.
Le autorità regionali, però, avvertono che unificare le procedure senza aumentare il personale rischia di allungare le code negli uffici stranieri, a meno che i processi non vengano radicalmente semplificati. Il ministro dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU) ha criticato il progetto come “troppo permissivo” e ha sottolineato che si sovrappone ai piani del governo per aggiornare la legge sull’immigrazione qualificata esistente. Il disegno di legge ha quindi poche possibilità di essere approvato nella forma attuale, ma la prima lettura costringe tutti i partiti a chiarire quali elementi sono disposti a sostenere.
Nelle prossime settimane il testo sarà esaminato dalle commissioni Interni e Lavoro; una seconda lettura è prevista per settembre. Se anche solo alcune parti del progetto dovessero essere confermate, le aziende potrebbero vedere categorie di visto più flessibili già a metà 2027. Per i responsabili della mobilità internazionale il dibattito è cruciale fin da ora: qualsiasi consolidamento dei titoli di soggiorno influenzerà le politiche di assegnazione, la documentazione richiesta alle risorse umane e le interfacce digitali necessarie per interagire con le autorità tedesche. Le multinazionali sono invitate a confrontare i loro scenari di visto più comuni con i tre percorsi proposti e a iniziare a testare i flussi di lavoro interni per le pratiche completamente digitali.
Fonte: Deutscher Bundestag
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