
Il Customs and Border Protection ha confermato all'Associated Press il 18 settembre che le gru hanno iniziato a sollevare pannelli d'acciaio da 30 piedi lungo un tratto di 47 miglia nel settore di confine di Big Bend, nella contea di Hudspeth, Texas. Il progetto, denominato "Big Bend 1", rappresenta la prima costruzione fisica di un muro in questa vasta e scarsamente popolata area, amata da ecoturisti e allevatori, e segnala l’intenzione dell’amministrazione Trump di completare 500 miglia di nuove barriere nonostante la forte opposizione locale.
Il CBP dichiara di installare ora in media 12 miglia di barriera a settimana lungo i 2.000 miglia di confine tra Stati Uniti e Messico, il doppio del ritmo registrato all’inizio dell’anno. Per i professionisti della mobilità e del commercio, Big Bend è da tempo un corridoio a basso traffico; i critici sostengono che il muro offra scarso valore in termini di sicurezza, mettendo a rischio il turismo transfrontaliero, le riserve ambientali e i potenziali futuri punti di ingresso che potrebbero stimolare il commercio regionale.
Gli oppositori – tra cui proprietari terrieri, la No Big Bend Wall Coalition e diverse attività ricettive – hanno intentato cause legali, sostenendo che il progetto bloccherà la migrazione della fauna selvatica e scoraggerà i visitatori attratti dai parchi a cielo scuro e dai percorsi di rafting fluviale, fondamentali per l’economia locale. Il CBP replica che il progetto prevede barriere per veicoli, strade di pattugliamento utilizzabili in ogni condizione meteo e sensori tecnologici che insieme garantiscono un “controllo operativo” dove il terreno attualmente ostacola una risposta rapida.
Per le aziende con personale espatriato o rotte logistiche che attraversano il Texas occidentale e il nord di Chihuahua/Coahuila, l’impatto operativo immediato è limitato: le zone di costruzione sono remote e i valichi legali restano aperti. A lungo termine, però, i muri completati potrebbero deviare la migrazione irregolare verso valichi più trafficati, aumentando la pressione sulle risorse di ispezione del CBP e potenzialmente allungando i tempi di attesa per i veicoli commerciali in altre parti del confine.
I team di mobilità dovrebbero monitorare la mappa dei lavori di costruzione del Big Bend del CBP e prepararsi a chiusure temporanee di accessi informali al fiume, molto frequentati dagli operatori di turismo avventuroso. È inoltre consigliabile seguire eventuali contenziosi ambientali che potrebbero bloccare i lavori e creare incertezze nei programmi per appaltatori e fornitori di infrastrutture.
Il CBP dichiara di installare ora in media 12 miglia di barriera a settimana lungo i 2.000 miglia di confine tra Stati Uniti e Messico, il doppio del ritmo registrato all’inizio dell’anno. Per i professionisti della mobilità e del commercio, Big Bend è da tempo un corridoio a basso traffico; i critici sostengono che il muro offra scarso valore in termini di sicurezza, mettendo a rischio il turismo transfrontaliero, le riserve ambientali e i potenziali futuri punti di ingresso che potrebbero stimolare il commercio regionale.
Gli oppositori – tra cui proprietari terrieri, la No Big Bend Wall Coalition e diverse attività ricettive – hanno intentato cause legali, sostenendo che il progetto bloccherà la migrazione della fauna selvatica e scoraggerà i visitatori attratti dai parchi a cielo scuro e dai percorsi di rafting fluviale, fondamentali per l’economia locale. Il CBP replica che il progetto prevede barriere per veicoli, strade di pattugliamento utilizzabili in ogni condizione meteo e sensori tecnologici che insieme garantiscono un “controllo operativo” dove il terreno attualmente ostacola una risposta rapida.
Per le aziende con personale espatriato o rotte logistiche che attraversano il Texas occidentale e il nord di Chihuahua/Coahuila, l’impatto operativo immediato è limitato: le zone di costruzione sono remote e i valichi legali restano aperti. A lungo termine, però, i muri completati potrebbero deviare la migrazione irregolare verso valichi più trafficati, aumentando la pressione sulle risorse di ispezione del CBP e potenzialmente allungando i tempi di attesa per i veicoli commerciali in altre parti del confine.
I team di mobilità dovrebbero monitorare la mappa dei lavori di costruzione del Big Bend del CBP e prepararsi a chiusure temporanee di accessi informali al fiume, molto frequentati dagli operatori di turismo avventuroso. È inoltre consigliabile seguire eventuali contenziosi ambientali che potrebbero bloccare i lavori e creare incertezze nei programmi per appaltatori e fornitori di infrastrutture.
Fonte: Associated Press
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