
L'Ufficio Polacco per gli Stranieri ha pubblicato una guida dettagliata che conferma che, a partire dal 21 settembre 2026, le tasse di bollo pagate al momento della presentazione di una domanda da parte di un cittadino straniero, successivamente respinta o archiviata, non saranno più rimborsate. Questa precisazione segue le modifiche introdotte quest'anno alla Legge sugli Stranieri e alla Legge sulle Tasse di Bollo, nell'ambito del cosiddetto “Phasing-out Act”.
Fino ad ora, i richiedenti non accolti potevano richiedere il rimborso delle tasse, che variano da 85 PLN per una richiesta base di soggiorno temporaneo fino a 640 PLN per il permesso di soggiorno di lungo periodo per cittadini UE. Le nuove regole eliminano questa possibilità per le domande presentate dal 5 marzo 2026 in poi. La modifica riguarda anche le richieste di proroga dei visti Schengen o nazionali e il rilascio di visti al confine. I rimborsi resteranno possibili solo per le pratiche presentate prima della scadenza di marzo.
Per le aziende che trasferiscono regolarmente personale extra-UE in Polonia, l’impatto economico è contenuto — le tariffe sono modeste in termini aziendali — ma quello procedurale è rilevante. I team HR e di mobilità internazionale dovranno ora considerare la perdita del rimborso nelle previsioni di costo e incentivare i dipendenti a presentare domande complete fin da subito. Le pratiche incomplete, che prima comportavano un rischio finanziario limitato, genereranno ora costi non recuperabili in caso di rigetto.
Gli esperti prevedono che questa novità accelererà l’adozione del nuovo portale MOS per le domande online, che grazie a controlli integrati riduce gli errori tecnici. Potrebbe inoltre spingere le aziende a investire maggiormente in revisioni preliminari delle domande e in assistenza professionale, soprattutto per le conversioni di permessi di lavoro più complesse.
Fino ad ora, i richiedenti non accolti potevano richiedere il rimborso delle tasse, che variano da 85 PLN per una richiesta base di soggiorno temporaneo fino a 640 PLN per il permesso di soggiorno di lungo periodo per cittadini UE. Le nuove regole eliminano questa possibilità per le domande presentate dal 5 marzo 2026 in poi. La modifica riguarda anche le richieste di proroga dei visti Schengen o nazionali e il rilascio di visti al confine. I rimborsi resteranno possibili solo per le pratiche presentate prima della scadenza di marzo.
Per le aziende che trasferiscono regolarmente personale extra-UE in Polonia, l’impatto economico è contenuto — le tariffe sono modeste in termini aziendali — ma quello procedurale è rilevante. I team HR e di mobilità internazionale dovranno ora considerare la perdita del rimborso nelle previsioni di costo e incentivare i dipendenti a presentare domande complete fin da subito. Le pratiche incomplete, che prima comportavano un rischio finanziario limitato, genereranno ora costi non recuperabili in caso di rigetto.
Gli esperti prevedono che questa novità accelererà l’adozione del nuovo portale MOS per le domande online, che grazie a controlli integrati riduce gli errori tecnici. Potrebbe inoltre spingere le aziende a investire maggiormente in revisioni preliminari delle domande e in assistenza professionale, soprattutto per le conversioni di permessi di lavoro più complesse.
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