
La Camera di Commercio austriaca (WKO) ha pubblicato il 22 settembre un aggiornamento settoriale per chiarire come la legge di adeguamento al Patto su Asilo e Migrazione (AMPAG) impatti le imprese che impiegano richiedenti asilo. Con effetto immediato, il Servizio Pubblico per l’Impiego (AMS) non rilascerà più nuove autorizzazioni di lavoro né prorogherà quelle esistenti per i richiedenti che hanno ricevuto un diniego in prima istanza e stanno presentando ricorso. Fino ad ora, i richiedenti asilo con procedura in corso da almeno tre mesi potevano continuare a lavorare durante le impugnazioni, a condizione che non fosse disponibile un lavoratore UE/SEE.
L’AMPAG recepisce elementi del rinnovato Sistema Europeo Comune di Asilo, ma l’Austria ha adottato un’interpretazione restrittiva: ogni rinnovo è considerato una “nuova concessione”, vietata in presenza di una decisione negativa. Secondo i dati WKO, circa 1.400 titolari di permessi – molti nei settori dell’ospitalità e dell’agricoltura – rischiano di perdere il lavoro alla scadenza delle autorizzazioni attuali. Il tempismo è critico per le zone turistiche in vista della stagione invernale, dove il personale stagionale straniero colma carenze croniche di manodopera.
Le aziende devono ora scegliere tra reclutare nuovi lavoratori o sponsorizzare dipendenti tramite il sistema a punti Red-White-Red, un iter che può richiedere da sei a otto settimane. Gli addetti alle risorse umane sono invitati a verificare con urgenza la propria forza lavoro per individuare i dipendenti con permessi legati all’asilo e presentare le domande di rinnovo ben prima della scadenza. In caso di rifiuto da parte dell’AMS, si consiglia di valutare soluzioni temporanee come agenzie interinali o distacchi intra-UE.
Il servizio legale WKO raccomanda di documentare le difficoltà di reclutamento per supportare eventuali richieste future di esenzione dal test del mercato del lavoro. Sul lungo termine, la modifica potrebbe accelerare la transizione dell’Austria verso un’immigrazione basata sulle competenze, restringendo al contempo le vie umanitarie per l’accesso al lavoro. Le multinazionali con impegni ESG dovranno valutare il rischio reputazionale derivante da eventuali licenziamenti di massa di lavoratori rifugiati a seguito delle nuove norme.
L’AMPAG recepisce elementi del rinnovato Sistema Europeo Comune di Asilo, ma l’Austria ha adottato un’interpretazione restrittiva: ogni rinnovo è considerato una “nuova concessione”, vietata in presenza di una decisione negativa. Secondo i dati WKO, circa 1.400 titolari di permessi – molti nei settori dell’ospitalità e dell’agricoltura – rischiano di perdere il lavoro alla scadenza delle autorizzazioni attuali. Il tempismo è critico per le zone turistiche in vista della stagione invernale, dove il personale stagionale straniero colma carenze croniche di manodopera.
Le aziende devono ora scegliere tra reclutare nuovi lavoratori o sponsorizzare dipendenti tramite il sistema a punti Red-White-Red, un iter che può richiedere da sei a otto settimane. Gli addetti alle risorse umane sono invitati a verificare con urgenza la propria forza lavoro per individuare i dipendenti con permessi legati all’asilo e presentare le domande di rinnovo ben prima della scadenza. In caso di rifiuto da parte dell’AMS, si consiglia di valutare soluzioni temporanee come agenzie interinali o distacchi intra-UE.
Il servizio legale WKO raccomanda di documentare le difficoltà di reclutamento per supportare eventuali richieste future di esenzione dal test del mercato del lavoro. Sul lungo termine, la modifica potrebbe accelerare la transizione dell’Austria verso un’immigrazione basata sulle competenze, restringendo al contempo le vie umanitarie per l’accesso al lavoro. Le multinazionali con impegni ESG dovranno valutare il rischio reputazionale derivante da eventuali licenziamenti di massa di lavoratori rifugiati a seguito delle nuove norme.
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