
Gli Emirati Arabi Uniti hanno aggiornato i criteri per il loro sempre più popolare visto per la ricerca di lavoro (Jobseeker Visa), ampliando le opzioni di validità ma restringendo i requisiti per i candidati. Secondo un avviso visto dal quotidiano nigeriano Punch il 27 settembre 2026, i candidati potranno ora scegliere tra visti a ingresso singolo di 60, 90 o 120 giorni, che consentono di entrare negli Emirati senza un datore di lavoro o un ospitante per cercare lavoro.
Per qualificarsi, i richiedenti devono rientrare nei primi tre livelli di competenze professionali stabiliti dal Ministero delle Risorse Umane e dell’Emiratisation, oppure essere laureati da non più di due anni in una delle 500 migliori università al mondo riconosciute dal Ministero dell’Istruzione degli Emirati. Rimangono obbligatori il titolo di laurea (o equivalente) e una garanzia finanziaria, oltre ai requisiti standard come fotografia a colori e copia del passaporto.
Le domande possono essere presentate tramite l’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale o la Direzione Generale per la Residenza e gli Affari degli Stranieri di Dubai. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che queste modifiche riflettono l’obiettivo del governo di attrarre talenti di alto livello, scoraggiando i candidati con competenze basse che potrebbero avere difficoltà a trovare un lavoro legale.
“Il filtro basato sui livelli professionali è in linea con gli obiettivi di Emiratisation e riduce il rischio di soggiorni irregolari,” ha commentato Sarah al-Khatib, partner di una società di compliance a Dubai. Le multinazionali che cercano personale di medio-alto livello accolgono con favore questa chiarezza; i team HR possono ora definire soglie di preselezione e pianificare i budget in base alle nuove durate differenziate del visto.
Per i professionisti stranieri interessati a incarichi nel Golfo, l’opzione di 120 giorni offre un margine prezioso per completare colloqui, licenze e visite mediche. Tuttavia, il visto non autorizza a lavorare; i candidati selezionati devono comunque convertire il visto in permesso di lavoro e visto di residenza prima di iniziare l’attività lavorativa. I recruiter consigliano di prevedere un budget minimo di 5.000 AED per tasse, depositi e visite mediche durante la transizione.
Il visto per la ricerca di lavoro si affianca ai programmi di residenza Golden e Green degli Emirati, sottolineando una strategia più ampia che mira a bilanciare flessibilità del mercato del lavoro e diversificazione economica. Gli osservatori prevedono una maggiore digitalizzazione del processo di candidatura nei prossimi mesi, con invii da remoto e firme elettroniche che diventeranno la norma.
Per qualificarsi, i richiedenti devono rientrare nei primi tre livelli di competenze professionali stabiliti dal Ministero delle Risorse Umane e dell’Emiratisation, oppure essere laureati da non più di due anni in una delle 500 migliori università al mondo riconosciute dal Ministero dell’Istruzione degli Emirati. Rimangono obbligatori il titolo di laurea (o equivalente) e una garanzia finanziaria, oltre ai requisiti standard come fotografia a colori e copia del passaporto.
Le domande possono essere presentate tramite l’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza Portuale o la Direzione Generale per la Residenza e gli Affari degli Stranieri di Dubai. Gli avvocati specializzati in immigrazione sottolineano che queste modifiche riflettono l’obiettivo del governo di attrarre talenti di alto livello, scoraggiando i candidati con competenze basse che potrebbero avere difficoltà a trovare un lavoro legale.
“Il filtro basato sui livelli professionali è in linea con gli obiettivi di Emiratisation e riduce il rischio di soggiorni irregolari,” ha commentato Sarah al-Khatib, partner di una società di compliance a Dubai. Le multinazionali che cercano personale di medio-alto livello accolgono con favore questa chiarezza; i team HR possono ora definire soglie di preselezione e pianificare i budget in base alle nuove durate differenziate del visto.
Per i professionisti stranieri interessati a incarichi nel Golfo, l’opzione di 120 giorni offre un margine prezioso per completare colloqui, licenze e visite mediche. Tuttavia, il visto non autorizza a lavorare; i candidati selezionati devono comunque convertire il visto in permesso di lavoro e visto di residenza prima di iniziare l’attività lavorativa. I recruiter consigliano di prevedere un budget minimo di 5.000 AED per tasse, depositi e visite mediche durante la transizione.
Il visto per la ricerca di lavoro si affianca ai programmi di residenza Golden e Green degli Emirati, sottolineando una strategia più ampia che mira a bilanciare flessibilità del mercato del lavoro e diversificazione economica. Gli osservatori prevedono una maggiore digitalizzazione del processo di candidatura nei prossimi mesi, con invii da remoto e firme elettroniche che diventeranno la norma.
Fonte: Punch (Newspaper)
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