
L’aeroporto di Bruxelles è ancora una volta il banco di prova per il nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) europeo – e non nel modo in cui i decisori politici avevano sperato. Lunedì 28 settembre, i passeggeri in arrivo da paesi extra Schengen hanno segnalato code fino a cinque ore al controllo passaporti, a causa di ripetuti guasti informatici che hanno bloccato i varchi biometrici. La direzione dell’aeroporto ha confermato che il ritardo è interamente legato all’EES, obbligatorio a tutte le frontiere esterne Schengen da aprile 2026. Il sistema registra immagini facciali, impronte digitali e dati dei documenti di viaggio per ogni viaggiatore non UE. In teoria, sostituisce la timbratura manuale dei passaporti e dovrebbe velocizzare le formalità di frontiera, oltre a rilevare eventuali soggiorni irregolari. In pratica, una combinazione di software instabile, guasti hardware e limitazioni sulle nazionalità che possono utilizzare i chioschi automatici ha creato ingorghi drammatici a Bruxelles. Organizzazioni di settore come IATA e ACI-Europe hanno avvertito la Commissione per mesi che gli aeroporti devono avere la possibilità legale di sospendere temporaneamente l’EES quando le code superano le due ore; le scene di lunedì aumenteranno questa pressione. Oltre alla frustrazione dei passeggeri, il disservizio comporta costi finanziari e di reputazione per vettori e aziende con operazioni a tempo critico in Belgio. Le compagnie aeree devono riprenotare le coincidenze perse, le OTA e i travel manager aziendali affrontano penalità sul livello di servizio e i datori di lavoro di talenti mobili rischiano perdita di produttività. Le multinazionali che spostano personale attraverso Bruxelles dovrebbero prevedere finestre di connessione più ampie, preregistrare i viaggiatori quando possibile e monitorare le indicazioni di emergenza della polizia di frontiera (PaF) e del Ministero dell’Interno. Le autorità aeroportuali dichiarano che sono già stati installati 33 varchi elettronici e 61 chioschi self-service, ma ora è inevitabile aumentare il personale ai banchi manuali. Il governo federale sta esaminando un piano di emergenza a fasi che permetterebbe agli agenti di tornare alla timbratura tradizionale per voli selezionati durante i picchi di traffico. Per l’intera area Schengen, l’episodio evidenzia come una riforma guidata dalla sicurezza possa diventare un collo di bottiglia per la mobilità se l’implementazione è affrettata. Con il traffico delle vacanze invernali a poche settimane e l’autorizzazione di viaggio ETIAS prevista per metà 2027, risolvere i problemi dell’EES a Bruxelles sta rapidamente diventando una priorità continentale.
Fonte: Travel Tomorrow