
India e Svizzera hanno siglato il 5 ottobre 2026 un accordo storico sulla migrazione e la mobilità durante la visita di stato del presidente svizzero Guy Parmelin a Nuova Delhi. L’intesa mira a facilitare la permanenza prolungata in Svizzera di studenti, ricercatori e professionisti indiani, offrendo a Berna un meccanismo strutturato per contrastare l’immigrazione irregolare.
Secondo l’accordo, entrambi i governi rilasceranno visti a ingressi multipli validi fino a cinque anni, che consentono soggiorni di sei mesi consecutivi. Vengono inoltre semplificate le autorizzazioni per il lavoro a breve termine e introdotta una corsia preferenziale per i trasferimenti intra-aziendali, un vantaggio significativo per le oltre 330 aziende svizzere attive in India nei settori dell’ingegneria, farmaceutico e manifatturiero di precisione, così come per le crescenti realtà indiane dell’IT e delle scienze della vita con sedi a Zurigo, Basilea e Losanna.
Parallelamente è stato firmato un programma separato di scambio per giovani professionisti, inizialmente limitato a 300 partecipanti per paese all’anno, con possibilità di estensione a 500. Il progetto consente a laureati under 35 di svolgere tirocini retribuiti di 12 mesi per acquisire competenze linguistiche e settoriali da riportare poi nel proprio mercato di origine. Schemi simili con Germania e Francia hanno riscosso successo, e le agenzie di collocamento prevedono forte interesse da parte dei laureati STEM indiani desiderosi di un’esperienza europea senza dover intraprendere un percorso migratorio completo.
Per i responsabili della mobilità internazionale, i nuovi accordi offrono una base legale chiara per la rotazione del personale tra entità indiane e svizzere, riducendo la dipendenza dai visti business a breve termine, spesso soggetti a zone grigie normative. Tuttavia, i team HR dovranno considerare i tempi di attuazione: i due governi devono ancora pubblicare le regole esecutive che definiranno quote, soglie salariali minime e requisiti assicurativi, attese entro dicembre. Le aziende sono inoltre invitate a verificare gli obblighi relativi ai lavoratori distaccati nei 26 cantoni svizzeri, ciascuno con propri regimi di ispezione del lavoro.
Dal punto di vista strategico, Nuova Delhi considera l’accordo complementare al Trattato di Partenariato Commerciale ed Economico (TEPA) tra India e Associazione Europea di Libero Scambio, entrato in vigore la scorsa settimana. Il primo ministro Narendra Modi ha dichiarato che il patto sulla mobilità “trasformerà l’accesso al mercato in accesso ai talenti”, con l’obiettivo governativo di attrarre investimenti svizzeri per 100 miliardi di dollari e creare un milione di posti di lavoro diretti in India nei prossimi 15 anni.
Gli operatori della mobilità internazionale possono quindi aspettarsi ulteriori accordi simili, mentre l’India integra capitoli sul lavoro nei futuri accordi commerciali.
Secondo l’accordo, entrambi i governi rilasceranno visti a ingressi multipli validi fino a cinque anni, che consentono soggiorni di sei mesi consecutivi. Vengono inoltre semplificate le autorizzazioni per il lavoro a breve termine e introdotta una corsia preferenziale per i trasferimenti intra-aziendali, un vantaggio significativo per le oltre 330 aziende svizzere attive in India nei settori dell’ingegneria, farmaceutico e manifatturiero di precisione, così come per le crescenti realtà indiane dell’IT e delle scienze della vita con sedi a Zurigo, Basilea e Losanna.
Parallelamente è stato firmato un programma separato di scambio per giovani professionisti, inizialmente limitato a 300 partecipanti per paese all’anno, con possibilità di estensione a 500. Il progetto consente a laureati under 35 di svolgere tirocini retribuiti di 12 mesi per acquisire competenze linguistiche e settoriali da riportare poi nel proprio mercato di origine. Schemi simili con Germania e Francia hanno riscosso successo, e le agenzie di collocamento prevedono forte interesse da parte dei laureati STEM indiani desiderosi di un’esperienza europea senza dover intraprendere un percorso migratorio completo.
Per i responsabili della mobilità internazionale, i nuovi accordi offrono una base legale chiara per la rotazione del personale tra entità indiane e svizzere, riducendo la dipendenza dai visti business a breve termine, spesso soggetti a zone grigie normative. Tuttavia, i team HR dovranno considerare i tempi di attuazione: i due governi devono ancora pubblicare le regole esecutive che definiranno quote, soglie salariali minime e requisiti assicurativi, attese entro dicembre. Le aziende sono inoltre invitate a verificare gli obblighi relativi ai lavoratori distaccati nei 26 cantoni svizzeri, ciascuno con propri regimi di ispezione del lavoro.
Dal punto di vista strategico, Nuova Delhi considera l’accordo complementare al Trattato di Partenariato Commerciale ed Economico (TEPA) tra India e Associazione Europea di Libero Scambio, entrato in vigore la scorsa settimana. Il primo ministro Narendra Modi ha dichiarato che il patto sulla mobilità “trasformerà l’accesso al mercato in accesso ai talenti”, con l’obiettivo governativo di attrarre investimenti svizzeri per 100 miliardi di dollari e creare un milione di posti di lavoro diretti in India nei prossimi 15 anni.
Gli operatori della mobilità internazionale possono quindi aspettarsi ulteriori accordi simili, mentre l’India integra capitoli sul lavoro nei futuri accordi commerciali.
Fonte: Business Standard
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