
Il Tribunale di Famiglia, Civile e Amministrativo di Abu Dhabi ha ordinato a un imputato di restituire 8.700 dirham più un interesse annuo del 4% dopo non aver consegnato il visto di lavoro negli Emirati Arabi Uniti promesso a un candidato. I documenti del tribunale mostrano che il richiedente aveva trasferito la somma dopo aver ricevuto garanzie sull’ottenimento di un visto di lavoro legittimo e di un impiego. Quando nulla si è concretizzato, le ripetute richieste di rimborso sono state ignorate, spingendo all’azione legale. Il tribunale ha stabilito che il possesso dei fondi da parte dell’imputato non aveva “alcuna base legittima” e ha disposto il rimborso integrale con interessi e spese. Sebbene l’importo sia modesto, gli avvocati sottolineano che la sentenza rappresenta un forte segnale dissuasivo, soprattutto in un periodo in cui proliferano annunci sui social media che promettono “visti garantiti per gli Emirati”. Datori di lavoro e responsabili del trasferimento del personale sono invitati a verificare con rigore gli agenti terzi e a richiedere sempre ricevute ufficiali rilasciate dal governo. Dal punto di vista della mobilità aziendale, il caso evidenzia i rischi reputazionali e di conformità derivanti dal tentativo di ottenere permessi di lavoro negli Emirati fuori dai canali ufficiali. Le aziende dovrebbero ricordare ai candidati che i visti di lavoro possono essere sponsorizzati solo da enti autorizzati e devono essere gestiti tramite il Ministero delle Risorse Umane e dell’Emirazione (MoHRE) o l’autorità competente della zona franca di riferimento.
Fonte: Emirates 24|7